di Fabrizio Basso
(inviato a Verona)


Galleggiare a gravità zero dà un bel senso di libertà. Lo sa bene Lorenzo Fragola che con Zero Gravity ha rischiato e ha vinto. Ci ha spiazzato tutti, come quando un calciatore tira un rigore, portiere da una parte e palla dall'altra, e scattano gli applausi. Abbiamo incontrato Lorenzo a Verona, in occasione dei Wind Music Awards che lo hanno visto protagonista. Mentre lui conquistava l'Arena, migliaia di giovani cercavano di placare l'ansia davanti alle audizioni per aspirare a un posto a X Factor 2016, che torna a settembre su Sky Uno.

Lorenzo lei non ha l'ansia-XF10, dunque la attende una estate serena.
Spero di divertirmi, lavoro fino a un certo punto, direi tutto giugno, sono cose programmate poi voglio viaggiare tanto.
Riposo totale e lontano dai richiami del lavoro.
Un viaggio non è mai di piacere, ti porti in valigia cose che servono per il tuo lavoro, qualunque esso sia.
Che idea di viaggio ha?
Quattro settimane in quattro paesi.
Avventura alla Bruce Chatwin?
In un certo senso. Quattro posti diversi del mondo.
Il prossimo disco sarà un diario di viaggio.
Un disco di viaggio mi piacerebbe, avrebbe mille influenze. Qualcosa del genere avevo già progettato prima del primo album. L’idea è in levare: un mese documentato e condiviso.
Il viaggio dei sogni?
Il Giappone, il Tibet. Mi affascina la cultura opposta alla nostra con valori diversi dai nostri: già il non conoscerla affascina. Oltre i meccanismi di fascinazione personali.
Sposta gli equilibri.
Vale anche per la canzone: quando è finita per quanto possa essere bella non hai più niente da rivelare e allora diventa importante il fascino dell’ascolto.
Tre sue canzoni da portare in vacanza?
Premesso che c'è una maggiore propensione all’ascolto in vacanza, direi # Fuori c'è il sole che ha fatto la colonna sonora a molte persone. Poi Homeland che è più da viaggio, la più melanconica delle tre che propongo, scritta sull’onda del desiderio di viaggiare. Infine Luce che entra: viaggio, azione, persone, ti fa stare bene. E smarrire.
Le sue canzoni hanno video che sembrano film.
I miei studi mi portano al visual, mi piace il cinema, creare una storia al di là delle parole. Mi piacciono i particolari: guardo più volte un film per i dettagli. I tre video che hanno preceduto Zero Gravity li ho scritti tutti io.
Vita lunga insomma per Zero Gravity.
Un album non ha un tempo, questo è solo al secondo singolo. C’è spazio ancora per tanti singoli. Tutti hanno fretta. 1995 era nato in modo veloce per concreto. Zero Gravity è più ponderato.
E' un disco con più stilli, ogni canzone diversa dall'altra.
Oggi sarei ancora più estremo, almeno sulla scelta su come orientare l’ascolto: suoni forti in un contesto più digeribile.
Chi era Lorenzo Fragola prima di X Factor?
Un ragazzo che al massimo aveva cantato a scuola, mai fatto concerti nei pub e neanche gavetta. Non ho condiviso né subivo giudizi. La musica la coltivavo per me. Non pensavo diventasse la mia vita.
X Factor come la ha cambiata?
Lì ho capito il ritmo del lavoro. E ho portato ai casting un inedito.
Cosa consiglia?
A chi ci prova ora dico: scegli cosa ti piace cantare ma non essere piatto. Io ascolto molto, giro tanto e ho capito che non bisogna diventare l'imitazione di se stessi. Non devi essere matto perché non vai da nessuna parte.
Quindi come ci si deve proporre?
Raccontarsi in modo sincero ma originale. Se ottante ragazze portano la stessa canzone di Adele, dopo un po' ti stanchi di ascoltarla di nuovo. E mai perdere il rispetto.