di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)

Serve coraggio per equilibrare la grinta dell'elettronica con la delicatezza della classica. Servono due anime aperte e abilitate alla trasgressione della musica. Raramente si trovano, ma quando la dea della musica le mette in rotta di collisione esce un suono che lascia il segno. E' quello che è accaduto dall'incontro tra Adele Pardi e Chiarastella Calconi: il frutto maturato è 26, The Plaza Apartments, Venezia, Hawaii, un titolo esotico, più cinematografico che musicale. Ce ne parla la romana Chiarastella Calconi nella cui formazione c'è X Factor, che ricorda con dolcezza e che commenta con noi, senza rinunciare a fornire consigli a chi sta partecipando ai casting per l'edizione 2016, che arriverà a settembre su Sky Uno.

Chiarastella un disco, 26, The Plaza Apartments, Venezia, Hawaii, che sembra uscito da Cinecittà.
E' vero sembra un technicolor ma noi abbiamo lavorato per sottrazione: avevamo a disposizione tanti colori, ne abbiamo selezionato pochi ma li abbiamo usati tutti.
Quel titolo così cinematografico?
Una formula che spiegava l'accostamento di più elementi. E poi ci sono Roma, Trento, Dublino, Milano...
Ma non appaiono né Venezia né le Hawaii.
Il nostro è un viaggio in libertà tra componenti anglosassoni, hawaiani e italiani.
Come ha conosciuto Adele Pardi?
Ci ha presentato una amica comune, la regista Carmen Giordano. Cercavo un alter ego per giocare sulla doppia vocalità e trovare un elemento che si integrasse con la mia propensione all'elettronica.
Lei ha un passato molto elettronico.
Sono una artista insolita. Guardo più alla produzione che al canto. L'elettronica maschera il mio non essere un animale da palco. Adoro artisti alla Florence & The Machine che evidenziano la dimensione corale del pop.
Kitchen Outro è il brano che più rappresenta il progetto.
E' un campione d'ascolto negli ascolti tra amici e addetti ai lavori. Forse lo diventerà.
E' un singolo, invece, il secondo Party.
E' una follia, è spingere al massimo le contaminazioni con l'elettronica. E' un divertirsi senza pensare, racconta una festa a Dublino e invita a riflettere sul tema delle migrazioni: dobbiamo abbracciare il prossimo in modo costruttivo. Io andrò a vivere a Dublino almeno un anno.
Si ferma il progetto Kitchen Machine?
No. Con Adele siamo abituati a vivere a distanza. Ci vediamo tre, quattro volte l'anno. E passeremo, spero, un periodo insieme a settembre per un po' di live.
Lei ha una esperienza a X Factor.
La ricordo ancora per l'adrenalina che muove e per quanto è fuori dall'ordinario.
Ci sono i casting per XF10: consigli per chi ci prova?
Se si è molto giovano è saggio consultarsi prima con un vocal coach: è triste vedere giovani talenti che si bruciano per non avere consultato una persona più esperta.
Che canzoni portare?
Una canzone molto conosciuta ma non scontata. E comunque rielaborata.
Un esempio?
Quando Francesca Michielin si è presentata con Whola lotta love dei Led Zepelin ho capito che avrebbe vinto.
Lei cosa presentò?
Isobel di Bjork. Poi mi diedero Whutering Height di Kate Bush che accolsi con diffidenza, non la sentivo nelle mie corde. Ma fu apprezzata anche da Mara Maionchi che poi mi eliminò.
Perché fu titubante?
Mi mancavano esperienza e sangue freddo per la televisione.
Oggi chi vorrebbe come caposquadra?
Fedez. Ho seguito le ultime edizioni e lui sa osare. Quando ha affidato a uno della sua squadra un brano di Dj Elephant sono impazzita. Non sono una fan del rap, ma Fedez mi ha stupito più volte.
Farebbe il giudice?
Negli ultimi anni ho curato laboratori nelle scuole e corsi di scrittura. E anche con soddisfazione. Quindi la risposta è sì!