di Barbara Ferrara

 

Nonostante i social network facilitino gli incontri, accorcino le distanze e favoriscano le relazioni tra persone anche molto distanti tra loro, e non solo geograficamente parlando, oggi, riuscire a trovare l’anima gemella è difficile. Forse più di ieri, paradossalmente. Sarà per questo che ai casting di Matrimonio a prima vista Italia si sono presentati a centinaia, tutti con lo stesso obiettivo: coronare il sogno di una vita di coppia felice e appagata. Il programma è rivoluzionario, “solo per coraggiosi” - come sottolinea Nada Loffredi, la sessuologa che, insieme a Mario Abis (sociologo) e Gerry Grassi (psicologo) fa parte del team di esperti che ha selezionato le coppie di cui, ogni giovedì su Sky Uno, seguiamo le vicissitudini.


Partendo dal presupposto che la ricetta della felicità non esiste, abbiamo chiesto a Nada Loffredi qualche consiglio pratico per vivere serenamente l’amore e il sesso. Abbiamo scoperto che non sempre scegliamo la nostra metà seguendo fino in fondo l’istinto, troppe volte pensiamo che dietro l'angolo ci sia qualcosa di meglio che ci aspetta, e spesso, presi dalla routine ci dimentichiamo di gratificare il partner, diamo poca attenzione all’ascolto e alla cura dell’altro, per non parlare dei preliminari.

 

Come descriverebbe Matrimonio a prima vista Italia?
Rivoluzionario, eccitante e decisamente “solo per coraggiosi”.


Sposare uno sconosciuto, può davvero funzionare?
Ho partecipato al programma proprio con questa convinzione, altrimenti non credo che ce l’avrei fatta. Per noi è un’assunzione di responsabilità abbastanza grande, ci vuole coraggio per chi partecipa, ma anche per chi si espone. Il fatto che sia un programma rivoluzionario sta nell’idea di far sposare prima le persone per poi capire quali possono essere le dinamiche che interferiscono nella coppia.


E’ vero che il sesso è il primo dei motivi che portano alla separazione?
Sì, e se non è la causa, diventa l’effetto: se non c’è una problematica sessuale alla base del problema di coppia, e le problematiche possono apparire di natura diversa poi si ripercuotono sulla sessualità creando un circolo vizioso facendo diventare quella coppia una coppia in crisi. Il sesso è un elemento importante, per carità non è il più importante, ma è un cardine fondamentale.


Quali sono gli altri aspetti che tengono unita una coppia?
Oltre alla passione erotica e alla sessualità, direi l’intimità psicologica, la capacità di prendersi cura reciprocamente l’uno dell’altro e poi c’è quello che abbiamo chiesto ai protagonisti di Matrimonio a prima vista e cioè l’impegno e la responsabilità di portare avanti la coppia restando fedeli, rinnovando l’impegno ogni giorno.


Dal suo punto di vista esistono delle regole da seguire per far durare un rapporto?
Ricordarsi ogni mattina di gratificare il proprio partner, e non si intende fare complimenti di circostanza ma sottolineare un aspetto positivo dell’altro: a volte nella quotidianità ci si dimentica di rinnovare queste gratificazioni. Fare sempre dei buoni preliminari, è importante più che altro per la donna ma lo diventa anche un uomo perché favorisce l’intesa. E anche qui, significa che i preliminari non dev’essere essere squisitamente di tipo sessuale, ma può voler dire prendersi cura intimamente dell’altro, non ridurre tutto alla semplice penetrazione ma circondarsi di aspetti più sensoriali.


E’ possibile fare felicemente a meno del sesso o è un modo di raccontarsela?
E’ un modo di raccontarsela, anche se c’è da sottolineare che se le persone coinvolte sono entrambe consapevoli della scelta, e decidono che non vogliono rinunciare a tutto quello che hanno costruito insieme, non sarà sicuramente una situazione felice, ma sono entrambe consenzienti e va bene così. Non è facile, è un equilibrio che va ricercato in maniera molto complessa e faticosa.


Cosa cercano le persone che vengono in studio da lei?
Statisticamente le persone si rivolgono a me preda di un’illusione e di un mito che sarà difficile da raggiungere. Hanno l’idea che dietro l’angolo ci sia sempre qualcosa di meglio di quello che possiedono, quando arrivano con questa convinzione naturalmente il lavoro è più duro. Perché in realtà, i miti come tali, non esistono, e in questo caso si fa un lavoro di ristrutturazione: andando a ricercare, se vogliono, in quello che hanno già, una fonte di soddisfazione e di felicità. Quando arrivano con un certo grado di consapevolezza si è già un passo avanti ed è tutto più facile.


Dunque l’erba del vicino non è sempre più verde.
Proprio così, il fatto è che viviamo in una società in cui la propria soddisfazione in termini edonisti ed egoistici è da ricercare a tutti i costi. Le persone si dicono: “Adesso non mi fermo qua, perché qualcuno mi ha detto che dall’altra parte è meglio”. In questo caso, il lavoro da fare è più complesso, è difficile farli soffermare.


Pensa che l’educazione dei bambini, per cui vale la gratificazione a ogni costo, possa influire sul futuro di una relazione sana?
Assolutamente sì, esiste una scarsissima tolleranza alle frustrazioni, io tocco quest’aspetto con mano ogni giorno con i miei due figli piccoli. Oggi è difficile dire di no e dirlo con leggerezza, ed è difficile soprattutto fare accettare il no ai propri figli, spiegando perché per esempio non possono avere ciò che invece hanno i loro amici. Si è creato questo meccanismo perché da bambini una certa generazione è stata troppo poco allenata ai no.


L’educazione sessuale insegnata a scuola potrebbe far crescere degli adulti più sani.
Su questo tema, insieme a dei colleghi, ho scritto un libro dal titolo Parliamo d’amore della collana scolastica Scuola facendo - Carocci Editori. Si tratta di un piccolo manuale in cui si pone l’attenzione sull’educazione sessuale accompagnata all’educazione sentimentale. In generale non si può prescindere l’una dall’altra.


Un buon motivo per sposarsi e uno per restare single.
Mi fermo al primo punto: diventare una persona migliore attraverso gli occhi dell’altro. Faccio più fatica a trovare una buona ragione per restare single, forse l’idea di una maggiore libertà, anche se anche questo è un concetto relativo.


Per Woody Allen la differenza tra l’amore e il sesso è che il sesso allevia le tensioni e l’amore le provoca, è d’accordo?
E’ vero, anche perché quando si è innamorati, da un punto di vista neurofisiologico tutti i nostri parametri, anche quelli fisici sono in attivazione. Il sesso, nello specifico quello di tipo orgasmico, provoca un alleviamento delle tensioni. E’ un farmaco senza effetti collaterali, manda in circolo tante endorfine.