di Fabrizio Basso

L'urbanista della parola. Serena Abrami ha una dote speciale, forse figlia dei suoi studi universitari: sa aspettare, non sente l'ansia del tempo, si concede cinque anni di studio musicale, di viaggi per conoscere altre realtà...a lei, una storica di X Factor, non difetta la pazienza. E in questa stagione dove si divora anche il calendario è un bene prezioso. Dopo l'estate, con l'autunno, arriverà il suo nuovo disco, anticipato ora dal singolo Credo (nasce da un testo dello scrittore Luca Ragagnin, produttori Ale Bavo e Filo Q). E così prosegue un percorso che, passando anche per il festival di Sanremo, è iniziato un po' di anni fa a X Factor, che in questo periodo sta portando avanti i suoi provini. Prossima tappa al Pala Alpitour di Torino (Corso Sebastopoli, 123) il 31 maggio, 1 e 2 giugno  a partire dalle 15.30. Per partecipare bisogna inviare una e-mail all’indirizzo pubblico.torino@xfactor.it indicando la data in cui intendete venire e il numero di posti che desiderate riservare! L'ingresso è gratuito e vietato ai minori di 14 anni. Chi ha dai 14 ai 18 anni può venire solo se accompagnato da un genitore ma con una liberatoria firmata da entrambi. Aspettando l'appuntamento sotto la Mole abbiamo incontrato Serena Abrami.

Cinque anni di silenzio: non le sembrano troppi?
Io sarei uscita anche prima. Ma non ho fatto un lustro di vacanza.
Magari la gente lo pensa.
Lo so, è un metodo tutto italiano. Ho girato, trovato, raccolto ed elaborato idee. Ho rimesso in sesto la band che ora è di quattro persone.
Compresa lei?
Sì. Al mio fianco ci sono Enrico Vitali, Mauro Rosati e Marcello Piccinini.
Ci racconti di lei?
Ho ripreso la chitarra in mano, avevo bisogno di uscire da un mondo che ormai mi stava stretto. Ho fatto tanta sala prove, ricerca vocale e mi sono spinta fino al canto barocco. Se si decide di rimettersi in discussione lo si fa in toto. Ma ho anche portato avanti altri progetti.
Intende quelli teatrali.
Sì, dal recital La vita privata di Giulia Schucht, moglie di Antonio Gramsci e figura dimenticata dalla storia a la notte di San Giovanni, che racconta la resistenza partigiana nelle Marche, la mia regione, fino a Creature simili - Il dark a Milano dagli anni '80 in poi. Tutti spettacoli in cui la musica era strategica, non un semplice accompagnamento.
Come lavora?
Parto da una idea di musica o testo.
Credo ci apre al suo nuovo mondo: cosa ci può anticipare?
Sono pezzi puliti, vorrei arrivare a un nuovo pubblico, ampliarlo. Per fare suoni più rividi ci saranno i concerti.
Di Credo che dice? Perché lo ha scelto come singolo?
Forse è il punto di contatto col passato, il trampolino per il futuro. Pensi che all'origine quel brano lo avevo un po' parcheggiato. Ha un ritornello alla Smiths, struttura semplice e buona melodia. Non serve una voce pirotecnica.
Quella la ha rivelato al mondo nella sua esperienza a X Factor.
Una grande emozione. Per la prima volta avevo un pubblico televisivo. E' difficile stare su quel palco.
Il clima?
Tutti amici. In quel loft ci divertivamo.
Un ricordo speciale?
Grazie a X Factor ho conosciuto Ivano Fossati. Era il giorno dell'eliminazione. Alla fine si è avvicinato lui e sono stati gli inizi di una collaborazione.
Cosa consiglia ha chi partecipa ai casting per XF10 che sarà su Sky Uno a settembre?
Prenderlo come un punto di partenza. Deve essere la tappa di un percorso.
Si ricorda i suoi casting?
Certo. Portai Georgia on my mind e Tristezza.
E a parte l'incontro con Fossati, cosa ha ancora vivido nella mente?
I famigliari in studio che tifano e una città, la mia Civitanova Marche, che mi ha sempre sostenuto.