di Fabrizio Basso

La batteria, quando la suona lei, colora il palco. I tatuaggi colorano il suo corpo. Martina Cleo Ungarelli è il ritmo dei Killin' Baudelaire, band al femminile di Alternative Metal, che in questa estate che sta arrivando si presenterà al mondo con un video e una serie di concerti che preludono l'uscita di un EP in autunno. Aspettandola on stage la abbiamo incontrata per farci raccontare la sua attrazione, speciale e fatale, per i tatuaggi mentre prosegue su Sky Uno ogni domenica alle ore 22.50 Bad Ink.

Martina quanti tattoo possiede?
Una ventina.
Il primo?
Avevo 16 anni e sono alcuni fiorellini sulla schiena.
Si è mai pentita?
Forse solo di questi fiorellini.
Perché?
La schiena per i tattoo è una prateria...infatti ho un progetto per tatuarla. Certo quando li ho fatti avevano un significato, ma ora sono dell'idea che la schiena vada riempita.
Come ha proseguito?
All'inizio ho evitato gli avambracci, uno dei luoghi più visibili. Ho concentrato i tattoo su gambe, pancia e spalle.
Perché no gli avambracci?
Ci sono arrivata dopo. Per fortuna non è più vero che chi è tatuato è una brutta persona.
Quello che più ama?
I segni armonici sulle spalle, sono le chiavi che si trovano sui violini.
I suoi genitori che le dicono?
Sono una figlia responsabile, hanno sempre guardato alla sostanza, a come lavoro.
Dolore da aghi?
Ne sento pochissimo.
La seduta più lunga?
Cinque ore per il teschio sulla gamba.
Cosa c'è in lavorazione?
Un po' di pasticcini zombie sul braccio.
Originale.
Nasce da un episodio della mia vita: suonavo la sera del mio compleanno ed è nata una battaglia a colpi di pasticcini. Altro che mangiarli. Da quel giorno gli amici stretti mi chiamano Pasticcina.
Se li disegna lei?
Alcuni sì.
Quando nasce un tattoo?
Sono legati ai periodi della mia vita che influenzano il carattere. Ogni momento che passa ci rende persone diverse, qualcuno di più.
Ci pensa che un giorno ci sarà chi si tatua versi dei Killin' Baudelaire?
Certo. Una soddisfazione ma anche una responsabilità.
Un consiglio a chi ha 16 anni oggi?
Una sola parola: consapevolezza.