di Fabrizio Basso
(inviato a Torino)

Una notte da ricordare. Marco Mengoni vola sul suo Esercito, nel vero senso della parola, e ci regala un concerto che è un sorriso alla vita e al futuro. Ha debuttato al Pala Alpitour di Torino in un clima gioioso. Marco Mengoni, che abbiamo incontrato poco prima che la musica si accendesse, era emozionatissimo. Come lo erano i suoi angeli custodi Marta Donà e Iaia Carboni. E se loro sono due angeli (senza ali), Mengoni in questi live (tutti praticamente sold out) vola davvero perché dal palco principale giunge in una isola nel cuore dei fan cantando Pronto a Correre. Un concerto da vedere assolutamente. Intanto è in rotazione su Sky Uno il nuovo singolo Solo due Satelliti, canzone scritta per lui da Giuliano Sangiorgi. Ecco l'intervista.

Marco Mengoni un tour che guarda al futuro.
Ho cominciato a prendermi soddisfazioni rifacendo gli arrangiamenti, rielaborando pezzi che erano rimasti un po’ nel cassetto.
Dubbi?
Parole in circolo ero molto indeciso.
Ha imparato a convivere con i suoi dubbi?
Sono indeciso di natura, quando il disco esce pensi subito che potevi farlo meglio ma poi arriva il live che sviluppa una nuova creatività musicale.
Che ha fatto?
Ho cercato di mettere a disposizione degli arrangiamenti una tecnologia che li sostenesse.
Su Pronto a Correre vola in mezzo al suo esercito, sembra James Bond.
Sentivo l’esigenza di essere più vicino al pubblico, ho assistito a molti concerti di altri e notavo che più o meno tutti trovavano escamotage per essere più vicini, alla gente: quindi serviva un altro palco per essere al centro. Se non sono proprio due palchi almeno una traslazione.
E’ in movimento per oltre due ore.
Ho chiamato il concerto triathlon, è una maratona. Spero che serva tutto a non far calare mai la tensione.
Scaletta che ipnotizza.
E’ sempre più difficile fare le scalette, più aumentano i dischi più devi lavorarci, io ho ragionato d’istinto. Quel che è rimasto fuori verrà riarrangiato e recuperato per i prossimi tour.
E’ felice?
Ora ho la sicurezza di essere cresciuto e maturato, già nel tour precedente pensavamo a questo, a fare una cosa diversa. Io già penso al prossimo.
E’ così proiettato nel futuro?
Sì, però riconosco che in questo momento non ho avuto tempo per pensare al futuro. Io non sarò mai soddisfatto di niente, davanti allo specchio mi vedo perennemente insoddisfatto ma finché la tecnologia mi sta dietro e cresce con me…io procedo.
Parte con Ti ho voluto bene veramente, Non me ne accorgo e Nemmeno un grammo: avvio coraggioso.
La scaletta parte con le cose che mi fanno più paura.
Omaggi ai suoi idoli scomparsi?
Ho sempre ascoltato Prince e Bowie, ho sempre cercato di emularli ma non ci è venuto in mente di proporre qualcosa di loro.
E’ scaramantico?
Finito all’anno scorso credevo che i ritmi scaramantici fossero importanti ora non più, mi limito a toccare i sederi alla band e alla crew e chiedo che loro si diano anche un colpetto a vicenda.
Questo tour, per la gioia sua e di Live Nation, è una collezione di sold out: pensa agli stadi?
Li faremo al momento giusto.
Nel 2020?
Mi sarò già ritirato.
Cosa l fa venire i brividi?
La cosa che più mi emoziona è sapere che mesi fa qualcuno ha comprato il biglietto e poi ieri sera ha dormito in sacco a pelo per essere in prima fila. Per questo voglio volare sull’esercito, Dall’alto vedrò un bell’oceano che balla. Pure io da metà concerto in poi mi sono preso più libertà di movimento fisico.
Con la sua musica lei fa anche bene all’anima.
Sono convinto che le parole siano importanti, ho fan che hanno riscoperto la vita. Sento storie di bullismo e violenza verbale. A un fan ho detto di guardarsi allo specchio e che non avrebbe mai trovato qualcuno uguale. So che ora ha famiglia, lavora ma non viene più ai concerti perché è assorbita nella nuova vita. Mi spiace ma sono felice per quanto è accaduto. Si può stare bene con parole.
Arriva il nuovo singolo Solo due satelliti, che porta la firma di Giuliano Sangiorgi: il video è in anteprima in rotazione su Sky Uno.
Chiude una trilogia aperta con Ti ho voluto bene veramente e Parole in circolo, una video fatica, che non mi venga più una idea del genere.
Davvero?

No, andrò a lezione di regista, mi sono così tanto divertito a costruire questa storia circolare che vorrei proseguire questa follia. Con i video gioco anche a spiazzare. Il secondo, per esempio, raccontava una parte di storia più tranquilla, era un raccontare i personaggi, tre minuti di caratterizzazioni.
Il suo primo tour si apriva con Guerriero, questo termina con Guerriero

E’ la chiusura del cerchio