di Fabrizio Basso

Arrivano dalla Riviera Romagnola e di quella terra portano l'euforia e l'entusiasmo. E se non fosse così non si sarebbero creati uno spazio nel panorama indie italiano. Si chiamano Landlord, arrivano da Rimini e sono Luca Montanari, Lorenzo Amati, Francesca Pianini Mazzucchetti e Gianluca Morelli. Sono da poco usciti con l'album Aside. Li abbiamo incontrati per chiacchierare di musica e ricordare il loro X Factor visto che stanno per partire i casting per X Factor 2016.

Landlord inizia una nuova avventura per voi.
E parte da un album di soli inediti che però era già pronto prima della nostra partecipazione a X Factor 2015.
Avete cambiato qualcosa? il tempo c'era.
Rimettere mano avrebbe ulteriormente allungato i tempi e poi non ci sembrava una buona scelta, sarebbe stato come mentire, non sarebbe stato qualcosa di onesto.
Perché?
Riascoltandolo ci riconosciamo molto in questo lavoro, il cambiamento influisce sulla scrittura attuale, su quello che faremo.
Pensate di andare all'estero?
Ci abbiamo pensato, l’inglese non è un caso se è nel disco. E' soprattutto una necessità artistica.
Come nascono le vostre canzoni?
La maggior parte delle idee sono nate da Gianluca. Ma nulla viene imposto, poi si rivede tutto insieme.
X Factor quanto è stato importante?
Ci ha fatto capire quale è il nostro percorso, ora è un lavoro a tutti gli effetti. Poi conoscere l'etichetta INRI che ha appoggiato il nostro progetto è stato un ulteriore passo avanti. Ci ha dato un metodo di lavoro.
Siete fortunati...
In Italia c'è una generazione di ragazzi che ha voglia di crescere ma manca la discografia nel mainstream. C’è la voglia di cambiare. Noi abbiamo la fortuna di portare un mondo che in Italia era sottoterra.
Attecchirà?
Lo vedremo. Però rileviamo un riscontro pratico per il nostro genere: siamo arrivati avanti in classifica, siamo arrivati in quinta posizione vicino a Elisa e ad altri più celebri. La predisposizione dunque c'è.
In Italia non è facile imporre la propria musica.
Viaggiando notiamo che la situazione è diversa, una questione di abitudini e cultura. In Irlanda hanno lo strumento musicale nella bandiera, qui le persone vanno cercate e c’è poca propensione al cambiamento, veniamo da dieci anni abbastanza statici ma ora ci sono piccoli segnali.
Ripensate a X Factor?
Spesso. Qualche sera fa abbiamo visto insieme The idol, film che parla di un ragazzino che vince un talent in India: il contesto è diverso ma la nostra mente è volata ai casting. X Factor ha soddisfatto la voglia di fa sentire la nostra voce, fa parte della nostra storia.
Vi ha fatto crescere?
Molto. Abbiamo incontrato persone che avevano già qualcosa da raccontare, il talent di Sky Uno va vissuto come punto di partenza.
Siete in contatto con qualcuno?
Con i Musik si è creato un rapporto stretto, non è scontato quando sei in competizione. Ma in quel periodo non si sentiva rivalità. Convivi due mesi con persone che hanno la tua stessa passione. Ci scambiavamo ascolti. Ora che siamo di più a Milano qualcuno lo ritroveremo, Milano è il crocevia per incontrarci e suonare.
Concerti?
Siamo sempre in tour. Nell'estate 2016 saremo a Budapest allo Sziget: grande gioia e soddisfazione. Tutte le date sul nostro profilo facebook.