di Fabrizio Basso

Sarah Moon si racconta sul corpo. Mai avuto un diario, ha scelto se stessa. E poi con la band di cui è vocalist, i Shiny Black Anthem, racconta favole, fa sognare, ridisegna la mappa del rock. E' una band romana in ascesa, il loro nuovo video è Give Me More. Si tratta del terzo singolo estratto dall’album d’esordio Unbreakable, in uscita il 22 Marzo per Sliptrick Records. Per lei i tattoo sono una filosofia di vita, uno stato mentale. Come spiega anche su Sky Uno ogni domenica alle ore 22 Tatuaggi da incubo - Tattoo Fixers.

Sarah cosa sono i tatuaggi per lei?
Aria, respiro. Non ho mai scritto un diario da adolescente, quel che deve restare è sul mio corpo.
Il primo?
Due ali con altrettante iniziali dietro il collo: lo ho fatto a 16 anni per ricordare il mio migliore amico che se ne è andato. Poi sul fianco è arrivata una frase che dice che alcuni credono in Dio mentre io credo nella musica, molti pregano e io alzo il volume della radio: intorno c'è una chiave di violino e una di basso che formano un cuore col pentagramma.
Procediamo.
Sulla gamba c'è un tatuaggio che è partito più per una finalità estetica che di racconto ma poi le cose sono cambiate e ora è forse quello che più mi rappresenta: è un osso della gamba che cresce come lo stelo di un fiore, un tattoo visionario ma ora mi sento così.
Cosa significa?
C'è chi è vivo come fosse un fiore e chi sembra un fiore ma non è vivo. E' il più impegnativo, non è finito va avanti da un anno con i miei tatuatori Antonio Proietti e Valentina Iacono. Ho Let it be scritto sul polso: io adoro i Beatles ed è uno dei pezzi più belli della storia ma qui significa una attitudine, quella del lascia che sia.
Come si lega a lei?
Sono restia a certi cambiamenti, mi do coraggio. Inoltre è disegnato al contrario, è rivolto a me il lascia che sia come deve essere. Ne ho poi uno piccolo sul braccio: il simbolo play/pausa della radio ed è l'unico che cambierei perché una volta sottendeva la voglia di poter tornare indietro oggi il passato lo vivo come passato e non mi interessa tornare indietro. Dovrei fare una X sul simbolo del  tornare indietro.
Ha anche dei piercing...
Sì. E pensi che mia madre preferisce i tatuaggi ai piercing. Ho smesso di provare a spiegarle che il piercing si può togliere il tattoo resta comunque per sempre.
I vostri video sono curatissimi.
Amo il cinema, Tim Burton è il regista che preferisco in assoluto. E comunque ci abbiamo sempre tenuto alla qualità dei video.
Siete una band molto giovane.
Siamo tutti tra i 20 e i 26. Daniele inizialmente cantava per suo progetto solista ma ha sempre scritto molto solo che tutto rimaneva nel pc. Io avevo messo su youtube qualche video, mi ha vista e contattata, mi ha detto proviamo a formare un band più che un progetto a due.
Un avvio promettente.
Siamo partiti con cover dei Paramore, abbiamo cambiato compagni di viaggio finché ci siamo imbattuti in Marco, che già conoscevo: ottimo chitarrista. Il batterista è Danesh, perfetto per noi. Uno dei migliori sentiti fino a ora. E’ il punto forte.
Lei non ha voglia di andare all'estero dove la musica è più valorizzata?
A 17 anni sono andata per un periodo in Inghilterra, per poi fare lì l'università. I miei genitori mi supportavano, ho viaggiato da sola da quando avevo 15 anni: sono intraprendente e indipendente. Oggi dico che sono felice di essere rimasta qui.
Perché Sarah Moon?
Mi chiamo realmente Sara, ho aggiunto la h per dare un tocco internazionale. Moon perché sono legata alla luna sia per lo zodiaco, poiché il cancro è lunatico, sia perché la adoro come simbolo. Dimenticavo ho anche tatuate due lune.
Cosa ascolta? Che voci le piacciono?
Io a oggi sono una cantante tra virgolette, non mi sento ancora tale. Ascolto tutto, ho ascoltato Guccini e De André, che adoro e conosco bene, fino a Placebo, Guns’n’Roses, band metal core, musica classica. Ma anche Whitney Houston, che mi ha accompagnato agli inizi, Florence & The Machine, Biff Clyro, Radiohead, Nine Inch Nails fino a Verdena, Afterhours e Battisti.
Il duetto dei sogni?
Brian Molco dei Placebo e Trent Reznor dei Nine Inch Nails. Andrebbe bene anche un terzetto!