di Fabrizio Basso

E' Zero Gravity. Perché in quell'assenza di gravità ci si muove leggeri, inseguendo sogni, desideri, speranze. Lorenzo Fragola ha scelto quell'atmosfera per far nascere e sviluppare il suo secondo disco. Arriva dopo 1995, quello che lo ha accompagnato nel mondo della musica dopo la cavalcata trionfale a X Factor. E' un legame che rimane saldo quello tra l'artista siciliano e Sky e la conferma arriva da un tributo ai suoi successi che andrà in rotazione su Sky Uno dal 21 marzo ore 15.30 e 18.30. Abbiamo intervistato Lorenzo.

Un titolo importante Zero Gravity.
Dicono che il secondo è il disco più difficile e io ho deciso di farlo molto rischioso soprattutto per me.
Ci mostra un Fragola più maturo.
E più consapevole, ci aggiungo. Il titolo conferma che non c’è gravità. Volevo fosse chiaro che a livello di scrittura non mi sono posti vincoli.
Cosa è cambiato?
All’inizio scrivevo una frase e mi domandavo cosa arrivasse alla gente. E' nato un album eterogeneo, ci sono canzoni più fisiche, altre più intime e poi c'è Gravity che è la più particolare. E c’è molta elettronica.
Insomma una piccola, grande rivoluzione.
Qui ho unito il mio gusto musicale a quello di scrivere. Io ascolto di tutto, dal brani funk alle produzioni americane: il ritmo è al centro delle canzoni anche se la mia scrittura era più ballad.
Weird è in inglese.
Non si coniugava col testo scritto in italiano.
La cover è da museo.
La grafica nasce al computer, la postura è un gradino che è stato tolto (la parte grafica è curata da ShipMate Milano, ndr).
Ogni canzone ha una sua fisionomia.
Non mi sono posto il quesito se tanti stili confondono, chi costruisce musica si rinnova sempre ma ci deve essere un filo che unisce tutto e per me è la scrittura.
Cosa non la ha convinta del precedente 1995?
Non sempre riuscivo a legare la mia scrittura a quello che volevo fare e dire, i brani più riusciti non erano miei.
Che ha fatto?
Ho lavorato su me stesso, ho vinto i miei demoni. La sincerità ripaga.
E' tornato a Sanremo anche in questo 2016.
Lo ho vissuto serenamente, mi sono goduto tutte le sensazioni possibili, dall’apertura del Festival la prima sera alla cover de La donna cannone. Mi sono impegnato a godere la giornata e a sfruttare il tempo.
Quale è il brano più rappresentativo di Zero Gravity?
E' anche il mio preferito ed è D’improvviso: è la direzione che voglio seguire. Abbiamo rischiato, i riscontri sono buoni.
Tour?
L’estivo mi piacerebbe farlo perché è una cosa nuova per me, ma non so se saremo pronti.
La gente deve assorbire le sue canzoni.
Io credo che la gente si faccia meno seghe mentali di quante ce ne facciamo noi artisti e discografici e anche voi giornalisti. Alla gente una canzone piace o non piace. Il vero tour sarà autunnale e divertente perché l’album offre tanto spazio per muoversi.
Muoversi nell'amore...
L’amore è un mio pallino, ogni volta che scrivo di altro fatico a iniziare. L’amore è multiplo, dall’amico, alla terra alla politica fino al sociale.