di Massimo Vallorani

La semifinale di MasterChef ha segnato l'uscita di scena di Maradona Youssef. Una dipartita dalla cucina più importante della televisione italiana combattuta fino alla fine. Il duello finale con Erica e soprattutto l'ultimo piatto cucinato in vasocottura è stato fatale al concorrente di origine libanese. E' andato via ad un passo dalla finale salutato dallo Chef Bastianich con le suadenti parole di una poesia di Kalil Gibran: "Nulla impedirà al sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte c'è un'alba che ci aspetta”.

 

Ha lasciato la cucina di MasterChef dicendo che non aveva parole. Le sono tornate?

Sì adesso sono più tranquillo anche se uscire ad un passo dalla finale non è stato facile da accettare. Mi rimane però un bagaglio di un'esperienza unica e irrepetibile. A questo devo aggiungere che sono particolarmente contento di essere arrivato quarto perché sono di fatto uno straniero. E approcciarci alla cucina italiana è stato in un certo qual modo doppiamente difficile.
 

Parliamo della tua esperienza a MasterChef, com’è stata?

Davvero dura e particolarmente intensa. La cucina di MasterChef esige una certa prestanza fisica perché ci sono delle prove davvero difficili. Mi ricordo di una esterna in cui dovevo cuocere sulla brace dei maialini e ne sono uscito un po' "cotto", per così dire.
 

Prima di entrare nella cucina di MasterChef aveva fatto qualche altra esperienza per così dire culinaria?

No, nessuna. E' stata la mia famiglia, mio padre e mia madre a farmi amare la cucina. Il cibo per noi è stato un collante per farci sentire uniti. Ho cercato anche nella mia esperienza a MasteChef di portare questa gioia nei piatti che cucinavo e anche tutto me stesso perché io sono quello che mangio, se posso dire così. Sono una persona aperta al mondo, integrato in Italia anche se vivo qui da 8 anni. 
 

Nel suo futuro c'è la cucina? 

Non ho ancora avuto modo di pensarci. Quello che penso è che ho bisogno di fare esperienza, gavetta. In tutta sincerità lavorare in cucina è particolarmente dura, sia a livello fisico che mentale. MasterChef mi ha insegnato a trattare le materie. Ripeto è stata un'esperienza unica e formativa ma intraprendere la vita da chef è un'altra cosa. E poi voglio ancora viaggiare, conoscere gente.
 

Parliamo dei giudici Cracco, Bastianich, Cannavaciuolo e Barbieri. Chi temeva di più, chi pensa possa essere stato il suo mentore durante la gara.

Senz'altro Bastianich. E' stato fin dall'inizio una guida per me. Forse perché è straniero come me. Mi ha sempre aiutato. Naturalmente anche gli altri mi hanno aiutato. Alla fine, ve ne se sarete accorti, ho voluto dare una super pacca anche a Cannavacciuolo. Era il mio modo di dire grazie.
 

Cosa pensa dei ragazzi arrivati in finale?

Alida è davvero brava. Lorenzo è un ragazzo genuino, forse, ma sottolineo forse, dovrebbe approfondire un po’ di più. Ha tecnica e ci sa fare in cucina. Ma questo ad alti livelli non basta. E comunque vinca il migliore!