Nell’ultima puntata di 4 Ristoranti Alessandro Borghese ci porta a Catania, terra dei limoni, dov'è stato inventato il gelato.
Qui in Sicilia, dove è nata la pasta alla norma, si ha una piccola rivoluzione. Se la cucina infatti ha una tradizione antichissima che arriva dalla Magna Grecia, i ristoratori di Catania invece cercano di proporre una cucina moderna.


Protagonista di questa nuova tendenza è Marco Cannizzaro, 27 anni, chef e titolare del KM.0. La sua cucina è gourmet e il servizio da ristorante di livello. Il locale è piccolino, solo 25 posti, per questo motivo Marco vuole che per ogni commensale l’esperienza culinaria sia qualcosa di diverso e unico rispetto ad altri ristoranti di Catania. Dall’aspetto semplice e curato, la location è perfettamente in linea con la caratteristica peculiare del ristorante: ritornare ai sapori autentici della cucina siciliana, genuina nella sua semplicità.
 

Una finale in bellezza, si aspettava la vittoria?
Me la auguravo, ci tenevo a vincere il titolo di miglior ristorante di Catania. Sin dall’inizio da quando ho aperto KM.0, un anno e mezzo fa, ho investito molto in questo progetto. Mi sono messo in gioco in una città che non è ancora aperta a questo tipo di cucina.


Come investirà il premio?

Oltre a dei lavoretti per la funzionalità del locale che da tempo rimandavo, ho integrato la mia carta dei vini e aggiunto una selezione di champagne.

 

Cosa rappresenta per lei KM.0?
Solo le mura del mio locale hanno un valore affettivo poiché un tempo era la casa di mio nonno. La mia cucina era il suo laboratorio, dove forgiava il metallo. Il mio locale nasce con un'idea molto precisa: vuole essere diverso dagli altri.


La filosofia di KM.0?

La base di partenza è una cucina che utilizza i prodotti del territorio e quindi a  Km 0. Una preparazione innovativa di accostamenti nuovi e mai banali. Nella creazione di un piatto gli ingredienti hanno il ruolo principale, altrettanto importante è riuscire ad esaltare i sapori. Lo stile è semplice ma mai scontato.

 

Si mangia bene e si spende altrettanto?
I miei prezzi sono bassi per l’eccellenza della materia prima con cui lavoro. Inoltre ci tengo a precisare che nel conto di un ristorante c’è un po’ tutto come il servizio e la mise en place. Da KM.0 tra l’altro il coperto non si paga.

 

Piatto cavallo di battaglia?
Sicuramente la cipolla caramellata che ho servito anche allo chef Alessandro Borghese, il quale ha apprezzato molto questa mia creazione. Questo piatto mi rappresenta molto.

 

La sua cucina rispecchia la tradizione catanese?
Parto dalla tradizione catanese ma in ogni piatto mi piace lasciare la mia firma, la mia personalità. Le mie conoscenze culinarie primarie le ho acquisite a Catania ma le più grandi esperienze professionali sono state non solo in Italia ma anche all’estero.

 

Tra menù, location, servizio e conto quale di queste per lei ha più importanza?
Per quanto mi riguarda menù e servizio vanno di pari passo. La cucina è importante come altresì il servizio. Il conto poi è sempre proporzionato a queste due.


Ma la vera ricetta della vittoria?
La cultura la conoscenza e la passione che forma la mia squadra capeggiata da me in cucina e mio fratello Fabio in sala. Gli altri componenti sono tutti giovanissimi e siamo veramente molto affiatati, insieme riusciamo a fare grandi cose. Noi qui non molliamo mai.