Nella settima puntata di 4 Ristoranti Alessandro Borghese ricomincia il suo tour all'insegna del gusto dalla sua città di adozione: Milano, la città che ha ospitato l’Expo.


In questa città infatti, per sei mesi ci si è interrogati su cosa significa un’alimentazione sana, sostenibile e ovviamente buona. Se la risposta dell’expo si è vista nei padiglioni di tutto il pianeta, quella di Milano è stata di diventare un gigantesco laboratorio ristorativo. 


Lo sa bene il Ghea, ristorante elegante e luminoso che vince la sfida a colpi di prodotti green, chilometro zero e biologici conquistando così il titolo di miglior ristorante sano buono ed eco sostenibile di Milano.

A gestirlo c’è Roberto Pizzi, avvocato e socio che si occupa della sala e della cassa. Entrato nel 2012 nel mondo della ristorazione grazie a questo locale, ci confida di essere vegetariano dal ’99 e vegano solo da pochi mesi.

 

 

Si aspettava la vittoria?

No assolutamente, ho temuto sin da subito la competizione. In particolar modo Capra e Cavoli che dalla sua parte ha molta esperienza, la location poi è molto carina mentre lo Shaolin State of Harmony in quei giorni ha dato veramente tanto. Se avesse vinto lei sarei stato felice ma non quanto lo sono ora.

 

Perché il Ghea ha vinto?

Probabilmente perché essendo una cucina anche biologica, è stata apprezzata questa scelta che da un lato è impegnativa a livello economico ma dall’altro è molto salutistica. Da parte nostra poi abbiamo una brigata molto giovane.


Come spenderà il premio?
Sicuramente investiremo in attrezzature per la cucina che ci aiuteranno a velocizzare i servizi e dunque la preparazione.


Descriva il Ghea in due parole.
È un’oasi di tranquillità, luminoso ed elegante. L’atmosfera è rilassata nonostante le grandi vetrate mostrano all’esterno la città di Milano in continuo movimento. Il Ghea è un momento di pausa e di relax.


C’è un piatto cavallo di battaglia?
In autunno abbiamo avuto gli gnocchi di zucca ai funghi porcini, questo piatto ha riscosso molto successo. Ma il nostro menù cambia in base ai prodotti di stagione. Questa è la nostra particolarità.

 

Location, menù, conto e servizio quali tra questi il Ghea deve migliorare?
Sicuramente il servizio. Ci siamo già attivati, specialmente in sala a fare più attenzione rispetto a quanto lo siamo stati fino ad ora.


Un momento che più le è piaciuto della trasmissione?
I momenti belli sono stati veramente tanti. È stata una sfida molto sentita dalla mia brigata. In particolar modo sicuramente il tavolo del confronto, è stato un momento di grande emozione e serietà. 

 

La prima cosa che le piace notare in un ristorante?
Quando entro in un locale voglio sentirmi a mio agio. Se mi sento a mio agio noto l’ambiente, quindi i colori, luci e musica. Una volta rilassato, un altro aspetto importante è l’accoglienza e la simpatia.


Che tipo di musica si può ascoltare nel suo locale?
La sera abbiamo una nostra selezione di Jazz e Soul molto apprezzata poiché piacevole all’ascolto. A pranzo di solito teniamo la radio per dare un po' di vivacità.


La filosofia del Ghea?
Far conoscere un certo tipo di cucina che è sconosciuta ai più, ma sana e corretta per la mente e lo spirito. Non ci sono ideologie ma solo una selezione di prodotti bio, freschi e verdure selezionate.


Segue MasterChef Italia?
Mi capita di vederlo e mi fa specie la crudezza degli chef, ma li comprendo. L’ambiente della cucina è sempre il più teso, non è semplice cucinare per gli altri. La missione è conquistare l’ingrediente principale che è l’armonia.