Prima X Factor 2015 e adesso...Adesso. Emma Marrone è stata ospite del talent di Sky Uno, che va in onda ogni giovedì sera alle ore 21.10 e sta volando spedito verso la finale del 10 dicembre al Forum di Assago. L'artista pugliese stata ospite dell'X Factor Arena e ora che esce col suo disco di inediti, Adesso, ci racconta, in un albergo milanese, non solo la nuova stagione della sua vita artistica ma ricorda anche il suo passaggio a XF9.

Emma partiamo da X Factor.
Volentieri. Le confesso che quando sono arrivata all'X Factor Arena ero molto emozionata, sentivo di avere una grossa responsabilità.
E' stato difficile?
Ma no, mi hanno trattata benissimo, io ho subito sentito il peso dell’opportunità, sapevo che era una bella occasione per divulgare la mia musica.
Cosa ha detto arrivando?
Dove potevo prepararmi e dove si svolgevano le prove.
E' andata bene?
Certamente. Io ho pure portato i pasticcini!
Due anni e mezzo dopo Schiena pubblica Adesso, nuovo album di inediti. Perché una attesa così lunga?
In primis ho chiesto libertà, avevo bisogno di fare un disco in maniera diversa, per me stessa: arrivo da cinque dischi in sei anni e tutto il resto, dai concerti ai dvd a condivisione di palco con colleghi e amici.
Una maratoneta del rock.
Quando dico che sono solo 6 anni che faccio questo lavoro la gente si stupisce, con tutto quello che ho fatto, che de sia molto di più.
Torniamo ad Adesso.
Ho chiesto di produrmi da sola e che quando sarei stata pronta avrei avvisato Universal. Volevo lavorare alla vecchia scuola. Mi vedono ancora come la cantante del talent ma sono una musicista da cantina che rompe le palle anche quattro ore per il suono analogico e digitale.
Si è affidata a Luca Mattioni.
E' un produttore che si vanta poco in giro ma lavora molto. Io avevo le idee chiare su tutti i suoni che volevo, tutto è stato reso perfetto dalla raffinatura dei suoni di Matt Howe, mitico ingegnere del suono. Mi ha trattato con rispetto e da musicista e mi stupiva quando mi chiedeva opinione, poteva dire sono Howe e taci invece si confrontava sempre.
Adesso ha molta elettronica.
E' la prima volta per il grande pubblico la mia elettronica, ma in origine avevo un trio di elettronica col quale siamo andati a uno Sziget Festival quando non era ancora una manifestazione così famosa. Ci vuole sempre un po’ di coerenza nella musica e questo non significa non avere conoscenze musicali.
Lei ha fatto tanta gavetta.
Mi sono fatta conoscere da un talent, da lì partita la mia carriera reale, mi sono rodata al grande pubblico e ai posti grandi dove ho sempre suonato con umiltà e responsabilità. La mia è una gavetta un po’ più elevata. Ora ho conoscenze, competenze e uno staff importante.
Il bello di questo disco?
Che non è un prodotto ma un libro dove racconto storie: due mi appartengono, le altre sono storie degli altri, devono nascere per strada. Adesso è tutta mia e partecipo in Per questo paese e Il paradiso non esiste.
Alcune hanno origini curiose.
Finalmente nasce a una cena con Giovanni Caccamo: ci raccontavamo cose nostre il disco era chiuso. Il giorno dopo mi ha detto che gli era venuta una canzone sulla scia di quello che ci eravamo detti ed è nata Finalmente. Ho riaperto il disco e rielaborato gli arrangiamenti, ci sono archi bellissimi. E' un brano semplice e diretto: io rincorro tanti sogni, quando non riesco a ottenere quello che credo di meritare non voglio niente. Comunque mi basta vedere il sole la mattina. Se il cielo è grigio trovo sempre il modo di fare uscire il sole.
Facciamola più semplice è firmata da Giuliano Sangiorgi.
Non era un obbligo una sua canzone, se arriva...ci conosciamo da 15 anni ma non significa che deve scrivere anche per me. Un pomeriggio mi ha mandato brano, lo ho ascoltato, era perfetto.
Per questo paese è di Amara.
Mi ha mandato una mail con scritto: in Italia lo puoi cantare solo tu. Ho chiesto di inserire anche cose più toste e problematiche, ho cambiato il ritornello. Ho aggiunto la strofa sull'omofobia e sui problemi delle coppie omosessuali. Niente di politico perché perderebbe di valore, c’è tanto sociale, storie che conosco, di persone che mi raccontano i loro drammi.
Io di te non ho paura di Zibba è contro la violenza alle donne.
Un testo forte che lui ha messo giù in modo morbido e cantautorale. La musica si vive senza paraocchi. Lo ho cambiato, inserito suoni serrati. Il giorno dell'elezione di Papa Francesco a Papa ero in auto con alcune amiche a Roma e ho avuto un brutto presentimento, sa sono un po’ strega.
Che è successo?
Un uomo ha dato un pugno a una donna poi lei si chiude in macchina e lui che la insultava con parole peggio dei pugni. Lei aveva un bambino in auto, nessuno interveniva, io sono scesa mi sono messa in mezzo e la ho accompagnata a casa. Quello che mi ha turbato è stata la bambina che non parlava e chiedeva alla mamma perché non aveva a sua volta colpito il papà.  Se qualche associazione la chiede, concedo gratis la canzone.
Soddisfatta di Adesso?
Solo in questi giorni capisco che è quello che volevo. Quando ci sei immersa lo ami e lo odi, ora capisco quanto mi piace fino in fondo. Prima andavo di corsa, pensavo ad accontentare gli altri e perdevo il contatto con me stessa. Io non sto in equilibrio, chi fa questo mestiere non sta in equilibrio: ora mi sono fermata per camminare da sola, facendo scelte pensando a me stessa. Il disco è un pro memoria per ricordarmi chi sono, dove voglio andare e come.
Adesso è lei?
Ora sono questa cosa qui, domani vedremo. Sono questo insieme di pensieri musicali e stili, domani non lo so. Il punto che il cambiamento non lo ho fatto a 30 anni ma a 31.
Ma i concerti arriveranno solo a settembre 2016.
Servirà una cura particolare nei suoni del live. Serviranno tante prove. E come ho detto...adesso vado con calma.