di Fabrizio Basso
(inviato a Reggio Emilia)

Certo l'ukulele ce la ha svelata, ma la vera magia sono la voce, la tenacia, la presenza scenica, la sfrontatezza dei suoi vent'anni che si equilibra con la passione per Harry Bellafonte e Paul McCartney. Violetta Zironi, protagonista a X Factor 2013, resta una delle figure più forti del talent di Sky Uno, la cui nona edizione va in onda ogni giovedì alle ore 21.10 su Sky Uno. La abbiamo incontrata a Reggio Emilia, al Fontanesi Caffè, luogo di fascino e dove è bello chiacchierare.

Violetta perché ha scelto X Factor?
Premetto che è stata una mia scelta iscrivermi alle selezioni.
Cosa la ha convinta?
Non ho la televisione a casa e neanche ho mai guardato seriamente X Factor ma ho letto che poteva aiutare ad aprire le porte della discografia, ho visto il successo che è arrivato, dopo X Factor, a Chiara Galiazzo e Francesca Michielin.
Ha visto giusto.
Però non mi sarei mai aspettata di farcela. Mi sono presentata con l'ukulele perché è telegenico e con quello ho fatto colpo sul pubblico e sui giudici. E mi ha reso riconoscibile.
Con cosa ha conquistato X Factor?
Il brano era Shortnin bread, un tradizionale americano. Mi avevano creato un personaggio ed è fondamentale: la gente sa subito chi sei. Ammetto che non sono solo quello, ma per X Factor è stato importante subito.
Poi glielo hanno tolto.
Ho litigato per tenerlo, era, è la mia coperta di Linus. Non sono mai stata su un palco senza uno strumento anche se poi ho imparato. Come ho imparato a cantare in italiano, prima sempre in inglese e ogni tipo di canzone.
Mika la ha messa alla prova più volte nei live.
Si ricorda? Il momento più difficile è stato quando mi hanno affidato Jovanotti.
Perché?
Mi piace ma lo temo perché non sapevo come interpretarlo. Mi hanno dato Le tasche piene di sassi, che ha scritto per sua mamma. Sono riuscito a traslare la sua storia su di me ma grazie a Rossana Casale, top vocal coach nel mondo. Oggi dico che mi ha fatto crescere tanto. Erano sempre sfide perché Mika voleva farmi crescere: mi metteva davanti a cose che non erano nelle mie corde tipo One degli U2 o Mary J Blige. Ho sofferto.
Ma oggi è qui e ha vinto.
Tutte cose costruttive, anche duettare con Mengoni ne L’Essenziale è stato difficile ma ora sono felice di averlo atto.
Aveva 18 anni...
L'età giovane aiuta a essere incoscienti, non ti rendi conto che milioni di persone ti guardano, la ho sempre vissuta da sola.
Ma a casa sua canta?
Eccome, e di tutto e in libertà, da semplici vocalismi all’ultimo singolo di Adele. Ci sono momenti in cui mi esercito e altri in cui faccio le mie cose, scrivo testi e musica. Scrivo anche con mio papà Giuseppe che nella vita fa lo scrittore e il fumettista, crea graphic novel.
Quando è uscita da X Factor che è accaduto?
Mi sono resa conto che la mia vita era cambiata.
Si è classificata terza. E' salita sul podio.
E' stato un sollievo quel posto. Avevo paura di vincere. Ma ho subito capito che tutto era cambiato: ho firmato un contratto con Sony, ho messo da parte la mia vita normale, ho smesso di andare a scuola, anche se poi ho recuperato. Grazie a X Factor ho capito cosa volevo fare, una porta era stata aperta.
Certo che lasciare la scuola...la sua famiglia come la ha presa?
Guardi la maturità linguistica la ho ottenuta. La mia famiglia mi appoggia. Ho una sorella più piccola di un anno che suonava il pianoforte. Tutti mi hanno detto segui la tua strada. Forse dovrei leggere più libri ma quando trovo quello che mi prende lo divoro in tre giorni. Ascolto molta musica quando mi muovo.
Cosa ascolta?
Ho scoperto Harry Bellafonte…il calipso mi piace molto, vorrei farlo come canzoni inedite.
Concerti?
Veri ne ho fatti pochi ma compenso con tante ospitate dove suono trenta, quaranta minuti.
Tre canzoni che non possono mancare in un suo live?
I miei inediti Pelle nuda, Every little ghost e come cover Let’s get lost di Chet Baker.
Il sogno?
Che mi chiamassero per un duetto Paul Mc Cartney e Paolo Conte.
Complimenti per i desideri.
Ho genitori che mi hanno fatto ascoltare molta musica, ho studiato tanta classica. Con i mezzi che abbiamo oggi la mia passione per la musica americana si può saziare. Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo.
Ripensando a X Factor si rimprovera qualcosa?
Col senno di poi mi sono comportata un po' da ragazzina, dovevo assecondare di più la parte televisiva, sono stata a volte poco gentile, un po’ troppo al naturale: dovevo essere più sorridente e ruffiana.
Ora che fa?
Lavoro al disco che vorrei uscisse nel 2016.