Alessandro Nazarri è una tatuatore dallo stile tradizionale che vanta un ottimo curriculum e grandi conoscenze tra cui quella della tatuatrice russa Sasha Unisex, famosa per riuscire a portare su pelle i suoi disegni con l'acquerello. Partito alla grande, ci racconta che uno dei primi a dargli fiducia fu J-Ax, il cantante rap italiano al quale tatuò una pin up. Ma alla nostra domanda sulla partecipazione a Ink Master, ci confessa: "Preferisco guardarlo da casa. Bisogna cimentarsi in molti stili ed è veramente difficile". La lunga notte dei tatuaggi, ti aspetta ogni notte su Sky Uno #nottideitatuaggi


 

Alessandro, il primo tatuaggio?

Il mio primo tattoo è stato un tatuaggio di aggregazione, tre lettere in gotico che sono l’abbreviazione della mia crew. Del mio gruppo in realtà sono stato l’ultimo a tatuarmi.


E lì la scintilla?
Mentre ero lì, il tatuatore al telefono con un amico parlava di una macchinetta che doveva essere venduta. Ho pensato subito di comprarla io. C’è voluto un po’ per convincerlo, ma sono tornato a casa con la mia macchinetta. Da subito, spinto dall’indole, ho iniziato a tatuare me e i miei amici.


Servono spiccate doti da disegnatore?
Sì, il disegno è la componente basilare. Scinde un po’ il ruolo dell’esecutore da quello dell’artista. Una persona disegnando propone qualcosa di inedito, che poi può essere anche una rivisitazione del passato, l’importante è metterci sempre del tuo.

Qual è il suo stile?

I miei tattoo sono tradizionali. Mi ispiro al Novecento, è in quel periodo della storia che il tattoo ha iniziato a invadere il mondo. Con le rotte commerciali tra i vari continenti si è diffusa anche l’arte del tatuaggio. Gli stessi marinai collezionavano tatuaggi tradizionali.


Si è mai cimentato in altri stili?
Mi è capitato su richiesta dei miei amici e clienti. È stato divertente e ho imparato nuove tecniche ma sono sempre del parere che bisogna concentrarsi sul proprio stile per portarlo ai massimi livelli.

 

Come è organizzata la sua giornata?
Di solito la mattina disegno, lavoro su un tattoo o ne progetto di nuovi, magari dipingendo. Nel pomeriggio tatuo, anche tre persone, dipende dal lavoro. Per riempire petto o schiena ad esempio ci vogliono più sedute.


Ci sono dei tatuaggi favoriti?
Nel mio genere ci sono ma sono tanti, non si possono classificare. Io lavoro molto sul lato artistico del tatuaggio, sul custom tattoing. Una persona viene da me, mi spiega quello che vuole esprimere e io cerco interpretare artisticamente la sua storia sulla pelle.

 

Si è mai rifiutato di fare un tatuaggio?
Mi è capitato di ritenere poco estetico un disegno dunque mi sono trovato costretto, per mia etica, a rifiutare. Ancora peggio, una volta mi è stato chiesto di riprodurre un disegno realizzato e creato da un altro artista, e anche in questo caso mi sono rifiutato.


Quali sono le qualità del buon tatuatore?
Di sicuro l’etica morale. Bisogna essere unici. Poi ci sono le tre regole fondamentali per un tatuatore che sono la dedizione, la pazienza e l’impegno. Questo lavoro è molto pesante, scrivere con la china su una persona per ore mentre magari si muove o sanguina, è dura.