Sentire Alessandro Borghese mette sempre allegria. La sua voce rassicurante tramette cortesia e da subito si capisce che ci troviamo di fronte ad un professionista che in fatto di cibo e ristorazione sa il fatto suo. Non può che essere così, visto che Chef Borghese è diventato uno dei volti televisivi più noti nel mondo dei format a sfondo culinario. Per questo e non solo, lo abbiamo intervistato alla vigilia della seconda edizione dello show di Sky Uno Alessandro Borghese 4 Ristoranti, in partenza martedì 10 novembre alle 21.10.

E' teso per questa nuova avventura?
Non particolarmente. Sono oramai abituato alla tensione della vigilia. 

Ha detto in altre interviste che lo spirito giusto per apprezzare la sua trasmissione di Sky Uno Alessandro Borghese 4 Ristoranti è raccontare le storie di coloro che hanno fatto tanti sacrifici per mettere su un attività nel campo della ristorazione. Potrebbe dare un consiglio a chi inizia questa carriera?
Lavorare in un ristorante, oggi, non è soltanto saper cucinare bene che, comunque, rimane fondamentale. Bisogna essere anche dei buoni professionisti nelle pubbliche relazioni, essere capaci di spendere le proprie doti anche in rete attraverso le nuove tecnologie. E poi essere assolutamente consapevoli che questo mestiere non è solo “rose e fiori”.


Anche lei hai avuto momenti difficili nella sua carriera di Chef?
Certo, tanti momenti di scoramento, di grandi difficoltà. Soprattutto quando ho iniziato a lavorare sulle navi da crociera. Ero molto giovane e ti assicuro che non sono stato sempre trattato bene. Però ho imparato tanto. Soprattutto l’umiltà che deve essere la base da cui partire.

 

Scusa la curiosità ma mi piacerebbe sapere come concilia la sua vita televisiva con quella di tutti i giorni. Mi può descrivere la sua giornata tipo?
Beh, per esempio adesso sono in Liguria per lavoro e poi andrò a Milano per terminare un’attività. Tutto questo può sembrare stressante ma quando hai una vera passione, come quello che ho io, il tutto diventa divertente e sempre stimolante.

 

Entra in un ristorante: qual è la cosa che non deve mai mancare? 
La cortesia innanzitutto. Un buon ristoratore deve farti sentire a casa. Deve essere gentile con i suoi clienti e soprattutto deve cercare di offrire il meglio in fatto di prodotti. Che, aggiungo, devono essere sempre freschissimi. Su tutto vince sempre la semplicità.
 

Ultimamente  si parla di cucina del futuro che prevede alimentazione a base di grilli, scorpioncini e altri insetti. Cosa ne pensa e soprattutto ha mai provato questi piatti?
Sì e non ci trovo niente di strano. Bisogna essere aperti e curiosi nei confronti delle cucine e delle pietanze, anche quelle che ci sembrano più lontane dai nostri gusti tradizionali.

 

A proposito di pietanze, il piatto con cui sedurre una ragazza?
Anche qui non c’è una regola scritta. Si può conquistare una donna anche con un semplice panino con “la mortazza”. L’importante, in questi casi, non è legata al cibo ma all’intesa che si crea fra la coppia. Il cibo aiuta e aggiungerei anche il vino. Un buon abbinamento è sempre fondamentale.

 

Un’ultima domanda: Se potesse essere Chef in un’altra epoca, in quale periodo vorrebbe aprire la sua “locanda”?
Se potessi aprirei una locanda al tempo delle Regina Margherita di Savoia. Insomma a metà Ottocento. Mi ci vedrei proprio. Intanto, dico a tutti quelli che mi seguono nel presente e in Tv di non perdere Alessandro Borghese 4 Ristoranti. Quest’anno ci sarà veramente da divertirsi.