Sembrano amici di vecchia data, in realtà si sono conosciuti sul set e ora ogni sabato su Sky Uno alle 17.55 ci sorprendono, senza effetti speciali, insieme ai protagonisti de L’uomo di casa: giovani coppie decise a ristrutturare una parte della propria dimora con il supporto di un esperto. In realtà poi l’esperto si rivela essere “l’uomo di casa”, l’insospettabile compagno, marito o fidanzato in questione, che, durante i tre giorni in cui la sua dolce metà verrà forzatamente allontanata da casa, diventa un tutto-fare modello.

 

L’architetto Nicola Saraceno, volto del programma La seconda casa non si scorda mai, è un maratoneta con la passione del violino. Il Barone Andrea Lo Cicero è il gigante buono che non ha paura di sporcarsi le mani, in Giardini da Incubo come nella vita. Insieme danno manforte agli aspiranti uomini di casa alla prese con il restyling della propria casa. Dovranno dimostrare alle loro compagne di essere all’altezza delle aspettative facendosi carico, una volta tanto, di tutto. Perché come sottolinea Nicola “la donna, nonostante abbia guadagnato il suo ruolo al di fuori delle mura domestiche, si occupa quasi interamente della gestione della casa: tende a prendere decisioni ed è l’amministratore delegato della famiglia. Una grande regista che non deve mai perdere un colpo, l’uomo delega volentieri”.

 

Tre aggettivi che descrivano il programma?
Andrea:
Bello, interessante e utile.
Nicola: Leggero, allegro e operoso.

 

Altri tre che descrivano Nicola/Andrea  
Andrea: Un adorabile lavativo, faceva fare a me tutti i lavori fisici più faticosi, ma è un ragazzo fantastico, quasi un fratello. 
Nicola: Ironico, mastodontico e protettivo.

Cosa pensa di avere in comune con lui?

Andrea: La pazienza.
Nicola: L’ironia.

 

Cosa lamentano le donne del proprio compagno?
Andrea:
Tutto. Forse si lamentano di tutto perché i propri compagni non se ne prendono cura.  

Nicola: Che non sono capaci di fare nulla.

 

E gli uomini?
Andrea:
Uguale. Si preoccupano più di guardare lo sport al posto di fare l’uomo. Finito lo sport, c’è la vita. All’estero c’è più interesse e partecipazione. 

Nicola: Dell’estromissione che subiscono da parte della loro compagna. La tendenza a fagocitare i suoi spazi. L’uomo vuole riappropriarsi del suo spazio e riacquisire il suo ruolo.

 

Si considera un uomo di casa?

Andrea: Per forza, vivo in campagna, cucino, curo gli animali, faccio l’orto, se c’è da sistemare qualsiasi cosa mi rimbocco le maniche.
Nicola: Sì, sono un  grande fai-da-te.

La faccenda domestica che odia di più?
Andrea:
Fare la lavatrice
Nicola: Le pulizie

 

La faccenda domestica che al contrario la rilassa?
Andrea:
Cucinare mi diverte da morire, ma tutto tranne i dolci.
Nicola: La falegnameria mi diverte, mi rilassa. Mi piace il collegamento tra pensiero e azione, tra il cervello e la mano. 

 

L’aneddoto più divertente vissuto sul set?
Andrea:
Aver trovato persone che avevano più paura di me che della moglie. Quando mi vedono entrare, grosso, un po’ burbero hanno paura forse che li picchi, sono abituati a Giardini da Incubo, ma in realtà io sono un cuore gentile.
Nicola: Difficile sceglierne uno, ce ne sono troppi.