di Fabrizio Basso

La storia è di quelle che sembrano una favola. Ma sono vere. Concerti di Mika, una fan, che per stragli più vicino ha conquistato la transenna, gli allunga una chiavetta usb. Che contiene? Fotografie di carri in maschera creati, uno l'anno, dall'Ocagiuliva, una società di volontari di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna. Lui guarda le foto, chissà se distrattemente o con curiosità. Poi la chiavetta finisce chissà dove. Poche settimane fa, mentre il giudice di X Factor 2015, che troviamo su Sky Uno ogni giovedì alle ore 21.10, lavorava al tour di No place in heaven si è reso conto che il palco non era quello che desiderava e gli è balenata in mente quella chiavetta. Intanto la chiavetta è persa. Ma Mika non demorde, con tweet chiede ai fan di aiutarli a troivare quella ragazza, l'impresa riesce e sul palco di Mika ora c'è una roulotte dalle molte forme e dai molti colori creata dai ragazzi dell'Ocagiuliva. Che ho intervistato

Quando nasce l'Ocagiuliva?
Nel 2003, come mascherata di gruppo.
E' tradizione locale?
San Giovanni in Persiceto ha un carnevale molto antico. Noi adottiamo il principio dello spillo ovvero di un carro che si trasforma in piazza.
Antico quanto?
Più vecchio c'è solo Viareggio. La prima notizia ufficiale documentata è del 1874.
Perché Ocagiuliva?
Ci piaceva, suonava bene.
Il primo carro?
Nel 2004 ed era a tema politico, giocava sul delirio di onnipotenza di un ex presdiente del Consiglio. Era una locomotiva in bianco e nero con dei racconti disegnati. C'era la sua faccia su corpi altrui, da Charlie Chaplin col mappamondo ne Il dittatore ad Alberto Sordi che fa il gestaccio ai lavoratori.
Poi è arrivato Mika.
E' la prima volta che un carro esce dalla piazza del nostro apese...quando lo abbiamo visto partire il magone ha avuto il sopravvento.
Cosa è un carro?
Uma macchina scenica che racconta una storia in dieci minuti.
Perché si dice metodo spillo?
Deriva dall'idea di spillatura del vino. Per vedere cosa contiene devi guardare dentro.
Vi auto-finanziate?
Sì. Con una tessera annuale. Siamo circa 70 soci, ognuno con un suo lavoro. Questa è passione.
Quanto vi impegna?
Circa tre mesi, da novembre a febbraio.
Esiste un museo?
Purtroppo no. Tranne qualche pezzo che ci viene richiesto da altri carnevali, smontiamo tutto.
Come è lavorare per Mika?
Splendido. Lui aveva bisogno di un carro con tante spillature, tante forme diverse. Per realizzarlo in tempo c'è chi ha ridotto le ferie, chi è tornato prima: ecco perché qualche lacrima è stata versata quando lo abbiamo visto partire.
Una descrizione di Mika?
Una persona incantevole con una grande conoscenza musicale.