La sua bellezza è innegabile e la sua pelle rompe ogni barriera di ciò che normalmente viene considerato bello. Lei è Chantelle Brown-Young, aspirante top model, 21 anni, canadese, con una particolarità: la vitiligine. Una malattia della pelle non contagiosa che colpisce solo l'1% della popolazione mondiale e che Winnie ha sviluppato a soli 4 anni. Causata dall'assenza di pigmentazione in alcune zone del corpo, la vitiligine non fa distinzioni di età e attacca ogni porzione del corpo, inclusi occhi, capelli e bocca. Ma questo non ha distolto Chantelle dalla realizzazione del suo sogno: diventare una modella. 

 

La bellezza si nasconde in ogni cosa e lei l’ha sempre saputo. Volto del marchio Desigual, musa del fotografo Nick Knight e del designer Ashish, Chantelle è la nuova concorrente della ventunesima stagione del talent America’s Next Top Model, in onda su Sky Uno da venerdì 30 ottobre alle 21.10.

 

Nata da una mamma single di Toronto, ogni passo del percorso di Chantelle è stato una sfida. Il suo sogno nel cassetto? Diventare una modella e a contribuire a questo suo sogno è stata la giornalista Shannon Boodram che, dopo aver visto le sue foto su Facebook, l'ha contattata per chiederle di partecipare ad un suo video musicale. Per la prima volta Chantelle veniva apprezzata per il suo aspetto fisico. Ma nonostante ciò, nessuna agenzia di Toronto volle assumerla. Quella sua pelle era un difetto troppo evidente. Finché non è arrivata la chiamata di Tyra Banks e il sogno intitolato America’s Next Top Model.


Ora la giovane e bellissima modella è pronta a farsi strada nel fashion business, dimostrando a tutti che il concetto di bellezza non è uno stereotipo a cui fare riferimento bensì un pregiudizio. Futura stella della passerella ma anche aspirante scrittrice, Chantelle condivide su Instagram foto e pensieri. "Dio mi ha voluta originale" è solita dire, e lei della sua "originalità" ne ha fatto uno splendido punto di forza. Orgogliosa della sua pelle, Winnie spera che un giorno la vitiligine possa essere vista non più come un'anormalità.