Ha solo vent’anni ma già un curriculum da far invidia a molti artisti. Il suo primo singolo è disco multiplatino, con Magnifico ne ha ottenuti ben 4, ha frequentato i palchi di XFactor e Sanremo...il suo nome è Francesca Michielin. Quando arriva per l'intervista sembra tesa, si nasconde in una camiciona/vestito, lei che confessa di non amare i tubini. Nel 2011 ha solo sedici anni quando vince XFactor e oggi, per i suoi vent’anni, lancia il nuovo album, il secondo, di20, appunto. Ecco l'intervista.

 

Nel 2012 il primo album Distratto e oggi, dopo tre anni nasce di20
Sì il mio è un po’ un percorso inusuale . Mi sono concessa tre anni di esperimenti e collaborazioni, mi son servite molto per crescere. I dischi si fanno con calma, pensando, ragionando cogliendo l’istinto della scrittura. Questo album è un completo featuring con me stessa. Di20 racchiude molto di me, la mia età il mio percorso di crescita in musica, la mia visione della vita e del mondo che mi circonda.
Un disco che vanta un team internazionale e un grande produttore.

Mi sono presentata a Michele Canova appena ventenne con le idee un po’ ribelli ma soprattutto con la paura dello scontro, invece ho trovato una persona meravigliosa. Lui ha preso con entusiasmo questo progetto e mi ha lasciato molto spazio, confrontandoci molto. È un album in cui mi sono messa molto in gioco nei testi. Mi ha fatto crescere ancor più la voglia di fare questo mestiere.
Quando è iniziata questa sua passione.

Ho iniziato a suonare il pianoforte quando avevo nove anni poi sono passata alla chitarra. La passione per il canto è iniziata quando son entrata a far parte di un coro gospel. Non mi piaceva cantare da solista ma bensì con altre persone armonizzando la voce. È nato tutto un po’ per caso. Ho cantato da solista per un anno e mezzo prima di XFactor. Ho imparato tutto dopo e ancora sto imparando.
Il primo disco che ha ascoltato?

Foxtrot dei Genesis. Essendo i miei genitori molto “poppettari”,  mi hanno trasmesso quelle che erano e sono le loro passioni musicali. Ho appreso anche da mio fratello, ricordo i suoi periodi liceali quando ascoltava musica grunge, i Nirvana , è servito un po’ tutto.
Anche Fedez ha contribuito alla sua crescita: quattro platino con Magnifico!

Quasi cinque. Sì, prima di Fedez non avevo mai scritto in italiano e con Cigno Nero mi sono messa in gioco con musica e testo. Magnifico inizialmente era un pezzo che non mi convinceva ma fondere due generi apparentemente diversi mi intrigava.
All’interno del suo disco c'è una frase: crescere non è paura di cambiare ma essere felici di diventare.
Dopo XFactor ho vissuto in maniera traumatica questo inizio, avevo paura. Mi sentivo cambiata, non capivo. Poi pian piano ho adottato una strategia che è quella di scoprirsi ogni giorno ed evolvere. Sono contenta di aver iniziato così giovane, nessuno potrà dire fra un anno la Michielin è finita perché in realtà ho una vita davanti per continuare a dimostrare musicalmente qualcosa.
Ha mai pensato dopo la vittoria di XFactor di lasciar perdere?

Quando hai sedici anni qualsiasi cosa canti non sei credibile, a sedici anni di cosa puoi parlare? Io ho avuto una crisi, dovevo parlare di qualcosa di vero. Non è stato semplice. La forza degli artisti è essere inquieti. L’essere turbato è anche meglio. La frase ama il tuo sogno seppur ti tormenta di D’Annunzio è un po’ la mia filosofia.
Piano B?

Ho una lista di piani B. Sognavo di fare la pediatra. Amo i bambini. Mi piacerebbe fare la musicoterapetua.
Cosa c'è della Francesca sedicenne in questo album.

La musica ha qualcosa di primordiale in un certo senso di “infantile”. Nel primo disco ero una bambina inconsapevole. In questo album sono ancora bambina ma con una maggiore consapevolezza. Spero sempre di conservare una “freschezza” nel vedere le cose, magari anche in maniera ingenua.
Il disco chiude con un brano 25 febbraio.

È un pezzo molto complesso. Una sorta di dialogo tra la me nella pancia della mamma e la Francesca di ora. Il concetto è di un dialogo continuo tra il corpo e l’anima, sentirsi in due e non in uno. 25 febbraio è un racconto tra la me stessa che deve nascere e quella che sono adesso.