“È l’irresponsabilità a tenerci in vita”. Inizia così l'intervista a Pietro Iossa, il giovane cantautore, conosciuto dal grande pubblico nell’ottava edizione di X Factor con i Komminuet, che lancia il suo nuovo singolo, il primo da solista, ricordando a tutti che anche davanti alle grandi responsabilità c’è una via di fuga.
 

Un singolo che ammicca al pop, con sfumature dub e soul: cosa significa "Irresponsabile" per Pietro Iossa?

“Irresponsabile” è una visione oggettiva della mia soggettività in chiave ironica, il mio atteggiamento di artista adolescente che risponde filtrandosi in musica. L’irresponsabilità arriva dopo la consapevolezza di aver capito che con la musica posso e devo trasmettere i miei pensieri, così sono aumentate le mie responsabilità. Ho scoperto e ho dato un nome ironico all’irresponsabilità che per me è quella via di fuga che mi riporta alla libertà incondizionata artistica e sociale.
 

Un inizio niente male, il suo singolo è già nella classifica iTunes.

Sì, sono felicissimo. Il mio obiettivo principale è quello di essere vicino al pubblico. Sarò presto a Milano per un live e non vedo l’ora perché nei live do veramente tutto. Faccio mia tutta la performance. Un live a 360 gradi.
 

Capitolo X Factor

Beh, XF8 ha cambiato me e la mia musica. Un contesto duro, a livello lavorativo chiede il massimo. I mesi passavano e neanche me ne rendevo conto. Sono stati mesi vissuti solo per la musica.
 

L’avere un giudice come Morgan ha influenzato il suo percorso musicale?

Morgan è stata una grande scoperta, musicalmente parlando. Mi ha formato e ha creato in me un'elasticità musicale. Un guru, davvero un genio. Quest’anno X Factor è cambiato. Morgan era un po' un pilastro, ma a volte le cose nuove non vengono capite. Lui è un maestro del nuovo. Ama la cultura più di se stesso.

Finito il sogno X Factor, com’è cambiata la sua vita?

A esser sinceri dopo X Factor ma anche durante, ho avuto un periodo di blocco, ero spento. Sono stato male perché un artista quando non ha l’ispirazione non è a suo agio, non riuscivo a pensare in questa realtà. Mi sono trovato alle strette, per diverse cose che mi sono accadute e che mi hanno scosso. Sono cresciuto e sono cambiato.
 

C’entra qualcosa con Irresponsabile?
Sono venuto a conoscenza di tutto questo scrivendo Irresponsabile, quest’estate nella casa al mare. Ho staccato la mia vita e ho ragionato sul mio percorso, sulle scelte che ho fatto alle volte non volute. Ho conosciuto tante gente che vive per la musica per la sua purezza. Mi sono immerso in una situazione totalmente underground che mi ha riportato ad essere un artista in sé, con un certo peso. Sapere che ci sono delle responsabilità che è quella della purezza artistica.


Rapper, Musicista, Beat Boxer, One Man Band e ora anche autore di un progetto innovativo su Youtube

Try again è un freestyle in inglese. Un concept particolare, con poche regole. L’argomento viene scelto dai seguaci e su quello eseguo un freestyle improvvisato nel testo, nella linea melodica e nella strumentazione. Il primo tema, “Loneliness”, solitudine, l’ho scelto perché l’ho sentito maggiormente mio. Il testo che ho prodotto è fortemente metaforico. Nella parte finale ho simulato il pianto di una persona attraverso la beatbox: mi piace fare cose inaspettate. Anche il singolo “Irresponsabile” è un po’ così, fuori dagli schemi.
 

Insomma non ci resta che aspettera il suo album: a quando l'uscita?

Appena dopo i miei 19 anni, sarà il mio regalo di compleanno. Molte canzoni che lo compongono le ho scritte per la mia ragazza, è lei che mi ha ispirato. Le ho dato parte di me, ho sentito il bisogno di farlo.