di Andrea Bocelli

Un’avventura faticosa ma entusiasmante, cinque giorni densissimi e magnifici... la Celebrity Fight Night rappresenta un traguardo filantropico che ci inorgoglisce. Il bilancio è straordinariamente positivo: nel corso delle prime due edizioni italiane dell’evento benefico statunitense, che dal 2014 ha oltrepassato l’oceano, sono stati raccolti oltre 18 milioni di dollari!

Mia moglie Veronica ed io abbiamo terminato questa nuova maratona benefica con il cuore gonfio di emozioni e bei ricordi da custodire. Manco a dirlo, anche alla vigilia della seconda edizione, il numero di piccoli e grandi problemi da risolvere sembrava insormontabile, proprio come dopo la prova generale di ogni spettacolo importante che si rispetti...Invece, tutto ha funzionato, grazie alla superba bellezza delle location prescelte, alla professionalità del team coinvolto, alla straordinaria bravura e disponibilità degli artisti, alla inarrestabile forza propositiva di mia moglie Veronica, di Laura Biancalani – presidente della Fondazione ABF – e dei tantissimi amici volontari. Ha funzionato, last but not least, grazie all’entusiasmo e alla generosità degli ospiti: alcuni tra i più grandi filantropi del mondo (molti dei quali statunitensi), membri di famiglie reali e rappresentanti del mondo imprenditoriale internazionale. Tutte persone che hanno deciso di schierarsi dalla parte del bene.

La fondazione che porta il mio nome beneficia dei due terzi dei proventi, il resto andrà ai progetti della Celebrity Fight Night legati - da oltre vent’anni - alla battaglia contro il morbo di Parkinson ispirata da Muhammad Ali (il quale resta, per tutti noi, un punto di riferimento umano e morale).

Quest’anno le donazioni e i proventi dell’asta benefica sono letteralmente lievitati, al punto da doppiare quanto raccolto nel corso della prima edizione. Ed è commuovente e meraviglioso pensare come questo denaro si tramuterà prestissimo in possibilità di istruzione, cibo, cure, di un futuro insomma, per migliaia di vite. Nel corso della serata organizzata a Forte dei Marmi a casa nostra, il solo filantropo Steward Rahr ha donato tre milioni e mezzo di euro, mentre durante l'asta di beneficenza svoltasi durante la cena di gala a Palazzo Vecchio a Firenze, alla presenza di Sharon Stone, l'opera Omaggio ad Andrea Bocelli (un ritratto marmoreo in scala 1:1 che mi raffigura sulla celebre poltrona Proust di Alessandro Mendini, realizzata da Gualtiero Vanelli) è stata battuta a 700.000 euro, acquistata da un altro grande filantropo, Larry Ruvo.

La mission di ABF si può sintetizzare nell’aiuto a persone e comunità, nella promozione e nel sostegno di progetti nazionali e internazionali che favoriscono la piena espressione del proprio potenziale. Ebbene, questo appuntamento sta diventando sempre più un’opportunità fondamentale, in tal senso, perché offre nuovi importanti orizzonti progettuali, contribuendo a migliorare la qualità di vita di tante persone in difficoltà. Lo scorso anno abbiamo offerto l'opportunità a tre intere comunità dell'Isola di Haiti, che oramai consideriamo parte della nostra famiglia, di contare ognuna su una scuola funzionale e sicura, acqua e luce. Quest’anno grazie all’evento costruiremo altre due scuole in parti remote dell’isola, non raggiunte dall'istruzione, e daremo continuità al nostro intervento nelle altre tre comunità assicurando educazione, cibo, assistenza sanitaria, formazione al nostro piccolo esercito di 2550 bambini. Inoltre, dati i risultati superiori alle aspettative, altri progetti sono già pronti a decollare.

Dovessi, a posteriori, individuare un momento particolarmente emozionante di questo benefit trip, avrei l’imbarazzo della scelta: forse, la possibilità di cenare ai piedi del David di Michelangelo, forse il privilegio di avere la Cappella Sistina tutta per noi... Potrei azzardare che il momento emotivamente più intenso, per me, è stato quando ho guadagnato il palco del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze: alle spalle avevo un’orchestra che rappresenta l’eccellenza della musica classica in Italia e, accanto, potevo contare sulla bacchetta superlativa di Zubin Mehta.

Tra i tanti, straordinari ospiti, voglio ringraziare in primis Sharon Stone: una grande artista, una grande donna e madre, impegnata in prima persona nella promozione della pace, nella lotta all’AIDS. Un “angelo agguerrito”, da sempre attivo nel sociale, generosamente pronto a intervenire e a lottare, per restituire un futuro ai bambini più sfortunati, per dare speranza a chi è malato o preda d’indigenza o d’ingiustizie. È anche una cara amica, che ci ha già regalato il piacere di poterla ospitare, lo scorso anno, a Lajatico (il piccolo paese dove sono nato e cresciuto), in occasione dell’annuale appuntamento con il “Teatro del Silenzio”.

Il mondo della filantropia, ai massimi livelli, ha già plaudito e premiato il suo portentoso operato. Unendoci idealmente a tali e più prestigiose voci, abbiamo voluto offrirle il nostro humanitarian award, colmando di gratitudine e affetto tale simbolico dono. Mi fa piacere ricordare quanto sia stato cruciale, per il fine filantropico dell’evento, il fatto che Sharon abbia accettato di illuminare il Gala fiorentino a Palazzo Vecchio. È esattamente nel corso del suo potente discorso, che tra gli ospiti abbiamo iniziato a registrare donazioni spontanee!

Abbiamo premiato, inoltre, Reba McEntire, regina incontrastata del repertorio country: Reba è un altro dono del cielo, una donna meravigliosa, da sempre attiva nel mondo della solidarietà. Un’artista eccezionale che sta scrivendo insieme a noi la storia di questa realtà filantropica.

A proposito: per me la filantropia significa, sostanzialmente, gioia di condividere. La metafora che sovente propongo è quella di un banchetto, in cui si sta bene se c’è il minimo indispensabile per tutti; in altro caso, la festa fallisce. Ogni sorriso restituito, ogni speranza riaccesa (soprattutto quando si tratta di bambini), è un impagabile traguardo. La mia personale ispirazione, essendo io credente e cattolico, sta nel desiderio di mettere in pratica quei valori cristiani – fari illuminanti, nel privato come nel pubblico e nel sociale – che i miei genitori mi hanno insegnato e che cerco di trasmettere ai miei figli, attraverso l’esempio. È quest’ultimo, un punto che mi sta molto a cuore: il mondo è di chi fa, di chi non proclama ma agisce, magari sbagliando ma mettendosi sempre in gioco, con coraggio e con passione.

Al pensiero di quanto bene sia stato già fatto e quanto sarà possibile ancor di più fare, grazie ai fondi raccolti nel corso della CFN in Italy (denari che si tramuteranno in istruzione e opportunità di una vita dignitosa per migliaia di bambini), ogni fatica, ogni ora rubata al sonno, soprattutto da parte di mia moglie Veronica (che voglio pubblicamente ringraziare) e dello straordinario staff di ABF e di CFN, nei lunghi mesi di preparazione, trova senso e giustificazione. Ed anzi siamo colmi di energia e, con rinnovato entusiasmo, già risolutamente proiettati verso la terza edizione, prevista per settembre 2016.