di Fabrizio Basso

Che si può vivere anche senza fare la spesa, in senso tradizionale, in tanti ce lo hanno raccontato e dimostrato. Ma che si possa sopravvivere con quello che la natura ci offre, in pochi lo hanno sperimentato e raccontato. Uno è Bear Grylls, che ogni martedì, col suo The Island, alle ore 21.10 su Sky uno ci porta in ambienti e mondi impensabili. Per chi, dopo la visione, necessità di un apprfondimento scritto, c'è Carlo Spinelli, nickname Doctor Gourmeta, che nel suo libro Bistecche di Formia e Altre Storie Grastronomiche (Baldini & Castoldi Editore), ci introduce in cibi, ingredienti, ricette, storie, leggende che non possono che arricchire la nostra voracità atavica. E colpevolmente inconsapevole. Ecco l'intervista.

Spinelli lei è un fan di The Island.

Del programma e del suo creatore. Credo che lui abbia contribuito ad aprire molto la mente degli italiani.
Che consiglia a chi si accinge a "frequentare" un corso di sopravvivenza?

Dovrebbe farsi una base di carni grasse e riserve anche di alcol. In questo modo, nella fase iniziale di adattamento, puoi permetterti di non mangiare anche tre, quattro giorni!
Invita al digiuno?
C'è chi, come Walter Longo, lo promuove. Propone quattro giorni solo ad acqua.
Risultato?
Il corpo quando non mangia si resetta e divora le sue cellule morte.
Sull'isola deserta che facciamo?
Per quanto possibile sterilizzare tutto, far bollire tutto. Poi assumere cose più naturali possibili tenendo presente che microbi e batteri possono rinforzare il sistema immunitario. Il problema può essere l'assenza di vitamine.
Al ritorno?
Brodo di carne, miso e miglio, quinoa.
Che mi dice della minestra di sassi?
E' una ricetta di gennaro esposito. ma va detto che non più di 50 anni fa la facevano a Livorno e nel Golfo di Napoli.
Finalità?
Col tempo brutto i pescatori restavano sotto costa. Col la rete raccoglievano dei sassi: una bella bollitura disinfettante, la filtratura ed ecco un brodo che sapeva di mare. Ricco di sali minerali e nutritivo per via delle alghe e delle proteine che contiene.
Che dice degli insetti.
Che la formica ha tanta vitamina C e le termiti danno un notevole apporto proteico. Poi dipende dal clima e dalla geografia: le zone tropicali hanno più insetti e sono più grossi.
In Italia?
Niente. Avendo altri animali "commestibili" e un suolo ricco non si è mai pensato di renderli commestibili. Ma io dico che gli insetti sono il cibo del futuro, che dobbiamo iniziare a convivere con le farine di acheta domestica e mosca comune.
Come si può iniziare?
Classificando gli insetti commestibili!Poi partiamo dal bosco: assaggiamo la resina, il getto del pungitopo e i fiori delle erbe aromatiche, in primis rosmarino e basilico.
L'erotismo dove lo collochiamo?
Tra tartufo bianco, grano saraceno, cucurbitacee e aghifoglie. Io ne parlo nel mio libro Bistecche di Formiche: il tema è mangiare e fare all'amore.
Lei con cosa seduce?
Nulla di elaborato. Gnocchi. Parmigiana di melanzane. Una bella pasta griffata Gerardo di Nola con un sugo semplice, per fare un esempio.
C'è una regola?
Eccome: l'eccellenza è nella semplicità.