di Fabrizio Basso
(inviato a Verona)

Una serata indimenticabile. Che non avrà appendice nè su disco nè in dvd. Con #Rimmel2015 Francesco De Gregori ha scritto una delle pagine più belle della musica. Il suo disco ha festeggiato i 40 anni all'Arena di Verona, con una festa tra amici, circa 12mila più quelli che hanno partecipato seguendo la magia su RTL 102.5. Perchè così Francesco vuole definirla: "Non è una celebrazione, è una festa", mi ha detto a fine concerto, davanti a una cremosa torta con la glassa che raffigurava la copertina di Rimmel. Sul palco con lui, oltre alla sua band, Caparezza, Malika Ayane con la fedelissima Giulia Monti, Renzo Zenobi, Giuliano Sangiorgi, Fausto Leali, Elisa, Ambrogio Sparagna, Erasmo Treglia, Checco Zalone, Luciano Ligabue, L'Orage, Valentina Ferraiuolo e Fedez, il giudice di X Factor 2015 in programmazione su Sky Uno ogni giovedì alle ore 21.10, con quale De Gregori ha mostrato un feeling speciale.

Francesco, che bella festa hai organizzato per #Rimmel2015.

Grazie. Una festa solo per chi c’era, lo considero un concerto privato, non ci saranno né disco né dvd e neanche passaggi televisivi.
Perché?
Ho sempre trovato difficile sovrapporre i tempi televisivi a quelli dello spettacolo. Mi piacerebbe farla in tv ma va programmata: quella dell'Arena è stata una bella pagina di musica italiana.
Passo parola a Sky. Soddisfatto dei tanti ospiti?
Ognuno ha portato la sua musicalità. Sono un autore, non un cantante. Vedere chi prende i miei pezzi e li rifà dimostra che le canzoni sono cose vive e non farfalle sugli spilli. Questo è quello che la musica può fare.
Che mi dice di Fedez? De Gregori e il rapper...chi l'avrebbe mai detto.
Fedez per me non è un uomo prigioniero del genere, è innamorato di quella musica e si muove lì. E’ un uomo sapiente che ha cantato alla grande come canto io.
Le piace il rap?
E' un genere che ci sta intorno, alcune cose mi piacciono e altre no. Si dice che sia lontano da me ma la musica non è schematica: è meraviglioso condividere queste cose.
Buonanotte Fiorellino con Elisa.
Bella, vero? Ha chiesto di farlo a modo suo. Nessuna imposizione per nessuno. Io ho solo detto che c’è questo concerto da fare, Rimmel al centro ma non è un totem da adorare: tutti si sono collegati a una idea più di musica che di disco e io preferisco dire festa di compleanno che celebrazione. Comunque stasera io non do le pagelle a nessuno. Certo Sempre e per sempre con Elisa pianista e io e Ligabue che cantiamo l'ho trovato un momento davvero alto.
Ha invitato Checco Zalone!
Ammiro il suo cinema, nei suoi film mette un punto di vista importante. Fa film divertenti ma non stupidi.
Come lo ha conosciuto?
Ero a Bari per un concerto e mi sono travestito da fan: volevo il suo numero, ho chiesto a tecnici e operai, a chiunque, e quando l'ho avuto e ho chiamato gli ho detto che ero Francesco DG e lui ha pensato fossi DJ Francesco. Siamo andati a cena, ci siamo incontrati. Era perfetto per fare Piano Bar preceduto da un momento di cabaret: con affetto, misura e stima dopo il cabaret si è trasformato in un musicista vero.
Un pensiero globale sulla serata?
Mi è piaciuto il gioco di specchi, volevo evitare l’effetto Festivalbar per riempire le caselle. A me piace chiamarlo pastiche.
Chi è oggi Francesco De Gregori?
C'è chi mi dice che sono cambiato troppo e chi mai abbastanza: pensassero quello che vogliono io sono così.
Si è confrontato con voci diversissime dalla sua.
Su A chi, se dovessi ragionare, mi dico che sono scemo ma poi si può cantare anche col mio timbro: le due voci, Leali ed io, abbinate hanno senso, ci sono i pianissimo e i fortissimo. Giuliano ha una voce potente come registro ma siamo stati perfetti. Sul palco non c’era alcuna voglia di primeggiare, nessuna competizione, solo il tentativo, credo riuscito abbastanza bene, di far sentire delle canzoni e testimoniare la compattezza di una band che mi accompagna da anni: ecco la mia band vorrei gareggiasse, credo sia una delle migliori in Italia.
Caparezza?
Volevo Fuori dal tunnel ma lui ha scelto Vieni a ballare in Puglia e sono stato contento.
Il Muro del Suono di Ligabue?
E' molto bella, sembra scritta da me o per me, le parole sono vicine alla mia sensibilità tra denuncia di un mondo malato e grande scrittura. Non ci sono alchimie da bilancino in nessun duetto.
Viva l’Italia con Fedez, altro momento alto.
Mi chiedono di riscriverla ma non posso...l'ho già scritta. Le parole non stonano col nostro paese di oggi, non sono sbagliate. Fedez ha avuto un'idea su come cambiare alcune parti, ci è entrato con una sapienza difficile per un uomo di 25 anni, è riuscito a rappare la sua parte e cantare come me le mie parti. Mi piace avere intorno gente giovane, quello con Fedez è uno dei momenti più belli della serata.
Immaginava che Rimmel sarebbe diventato un disco epocale?
Ignoro la forza di questo disco. Ci sono cose che avvengono senza un perché: non che gli altri siano venuti male, ma questo è nato in un clima speciale e l'ho prodotto tutto io. Era quel momento, volevo mischiare le carte, uscire dallo stereotipo del cantautore voce e chitarra verso cui la mia etichetta di allora mi spingeva. Ringrazierò sempre Vincenzo Micocci ed Ennio Melis: due discografici che mi hanno consigliato, hanno messo i miei dischi nei banchi dei negozi.
Cos'è Rimmel?
Come dice la parola...un trucco