di Barbara Ferrara

 

Affascinati dall’antica arte del trucco e sull’onda del successo di Face Off, in onda ogni domenica in prima serata su Sky Uno, abbiamo intervistato Lucia Pittalis, sarda di origine e romana di adozione. Un’artista che ha saputo trasformare la sua passione in un mestiere, quasi per gioco, ma con la determinazione di chi, nella vita, sa cosa vuole. La incontriamo alla vigilia di un evento unico nel suo genere in Italia che si svolgerà a Roma, sabato 19 e domenica 20 settembre ad opera dell’associazione EffectUs di cui Lucia fa parte.

La manifestazione chiama a raccolta esperti del settore degli effetti speciali tra cui Sergio Stivaletti, Neill Gorton, Stuart Bray, Daniele Tirinnanzi, Leonardo Cruciano e David Bracci. E oltre alla possibilità di avvicinare star internazionali del calibro di Bray (Il trono di spade, Waking the Dead, L'alba dei morti dementi, La mummia - Il ritorno) e nostrane come Stivaletti (Dracula 3D, La terza madre, L'imbalsamatore, Opera, Halloween Party); in agenda troviamo workshop, conferenze, rassegne cinematografiche, mostre fotografiche, competizioni tra professionisti, e molto altro ancora. Per appassionati e curiosi.

 

Lucia come nasce la sua passione per il trucco?
Mettendo insieme la passione per i ritratti, la pittura e il make up creativo, per il cinema, il teatro e la musica. Dal mio amore culturale per tutti questi ambiti che cerco di tenere uniti, allo scopo di creare qualcosa portando le mie conoscenze da un mondo ad un altro, cercando sempre di evolvermi.
Cosa le piace di più del suo mestiere?
La possibilità di stare a contatto con la mia principale passione: il colore in tutte le sue forme. Fin da bambina ho sempre amato travestirmi per carnevale, trasformarmi in altre persone, per puro divertimento.
Per puro divertimento significa senza alcun istinto di nascondersi dietro una maschera?
Esatto, per diletto, mai per nascondermi. Anzi, forse dietro questa propensione c’è la voglia di recitare, il mio spirito teatrale che non ho mai approfondito.  
Lei lavora principalmente sui set cinematografici?
Sì, soprattutto per le produzioni indipendenti.
Quale star di Hollywood le piacerebbe truccare?
Al Pacino e Marylin Streep.
Ha truccato con qualche volto noto?
Gianmarco Tognazzi, Daniela Poggi, Alberto di Stasio, Giorgio Colangeli, Francesco Scimemi, Andrea Pittorino, Demetra Hampton, Katherine Kelly Lang (la Brooke di Beautiful), Ivan Franek, ma anche Francesco Totti.
Coco Chanel diceva “Se siete tristi, se avete un problema d’amore, truccatevi, mettetevi il rossetto rosso e attaccate”. E’ d’accordo?
Sì, è un “inner feeling”, un’ispirazione, ci si sente bene nell’abbellirsi. Io mi diverto a trasformarmi in altre persone. Mi piace andare oltre la caricatura da dove sono partita.
Lei si trucca?
Uso un trucco leggero, piuttosto comune, cerco di far risaltare le parti migliori di me.
Yves Saint Laurent diceva che Il trucco migliore per una donna è la passione.
Una passione che ciascuno deve interpretare e sentire a suo modo. Credo che innanzitutto ci si debba piacere con gusto, senza eccessi.
Se il suo mestiere fosse il titolo di un film?
L'uomo dai mille volti di Joseph Pevney con James Cagney. Racconta la storia della vita dell'attore Lon Chaney che tuttora è per me una ricca fonte di ispirazione.
Sogni nel cassetto?
Mi piacerebbe lavorare per qualche grande del settore, per poter crescere, evolvere seguendo il loro esempio.
Nello specifico?
Vorrei essere l’assistente di Nick Marra o Rod Maxwell, un nome caro a Face Off. 

 

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