di Camilla Sernagiotto

Una caccia alle Streghe incominciata anni fa sul web è quella che ha gettato ami su ami in rete per pescare gli untori dell’epidemia virale più dilagante dell’era 2.0: la terribile peste fake.
C’è chi ne dice peste e corna ma esistono anche molti, moltissimi fan del filone che si schierano in prima linea contro i detrattori per difendere quello che a loro avviso è ormai a pieno diritto ascrivibile tra le branche artistiche.
Ad aiutare i video-faker in questa Crociata contro i fedelissimi della filosofia video-maker sono arrivati i Faker con la F maiuscola, gli esperti in riproduzioni teatrali e spettacolari di simboli della cultura moderna e contemporanea.


Si chiama Faking ed è la nuova arte che prende in prestito il linguaggio teatrale, illuminotecnico, magico, acrobatico, musicale, canoro, ballerino… insomma: attinge a tutti i bacini artistici tradizionali, fondendo un suo personalissimo e originalissimo miscuglio in quello che è l’ABC per Faker professionisti.
Per scoprire tutti i trucchi e i segreti di questi Faker basta seguire le loro avventure a dir poco mirabolanti in Fake Off, il programma in cui dieci squadre di professionisti del faking si sfideranno a colpi di fantasia e abilità spettacolare per riprodurre tutto ciò che è diventato cult nella cultura pop delle ultime decadi.

Aspettando di goderci i loro succulenti e piacevolissimi fake, passiamo al setaccio gli altri fake meno benaccetti: i video falsificati e spacciati come veri.
Se pensate che questi pusher di robaccia facciano tutti parte della generazione 2.0, preparatevi a ricredervi. Già, perché il capostipite della famiglia dei video fake è datato addirittura 1969, anno in cui Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sulla luna.
Leggenda vuole, infatti, che il celeberrimo video dell’Apollo 11 che sbarca sulla luna sia un falso, girato negli studi di Hollywood in gran segreto e diretto da niente po’ po’ di meno che Stanley Kubrick.


Una tesi tanto affascinante quanto discutibile, infatti, vorrebbe far passare l’esimio regista per il fautore del video dell’allunaggio, con tanto di successivi messaggi criptati che Kubrick avrebbe poi indirizzato agli spettatori di Shining in scene come quella di Danny carponi sulla moquette a greche dell’Overlook Hotel mentre indossa il maglioncino con ricamato sopra proprio l’Apollo 11.
Se non ci è dato sapere se davvero Stanley abbia prestato il suo occhio per dirigere la forse finta testimonianza spaziale, possiamo invece affermare senza dubbio alcuno che un video cliccatissimo su YouTube è un fake prodotto proprio dagli studenti di una scuola di cinema che hanno realizzato in computer grafica l’aquila reale che, da vera rapace, tenta di rapire un bambino in un parco:



Nella sottocategoria che sta fiorendo sul web dedicata ai fake di incidenti domestici, meritano una menzione i due video che fecero il giro del mondo preoccupando le mamme apprensive:
la ragazzina che ballando il twerking prende improvvisamente fuoco e i due discoli che provano a infilare un coltello in un tostapane acceso, facendo esplodere tutto.




E se guardando il ragazzo che facendo bungee jumping rischia di essere divorato da un coccodrillo sentite il bisogno di alleggerirvi lo spirito con una sana risata, godetevi l’esilarante fake dell’automobile incastrata in un vicoletto di Cardito, in provincia di Napoli. Solo la proverbiale vis comica partenopea poteva inventarsi uno scherzetto del genere!