di Fabrizio Basso

Skin è una artista che non conosce ritorni ma solo nuove partenze. Me lo ha detto nel 2009 quando ci siamo visti per commentare la reunion degli Skunk Anansie. E le parole furono: "Non si tratta di una triste reunion ma di una nuova partenza". E ora c'è un altro start da aggiungere a una carriera straordinaria, iniziata nel 1994 con gli Skunk Anansie. Per chi non lo sapesse il nome del gruppo è ispirato al dio-ragno dei racconti popolari dell'Africa Occidentale ribattezzato Anansi. Che c'entra Skunk? Tutto e niente. Serve solo a rendere il nome pagano più spaventevole. Il gruppo ha debuttato nel 1994 al London's Splash Club.

Gli inizi sono molto ruvidi. Lei diventa subito una icona per il mondo gay, in quella stagione ancora ghettizzato. Sfidano convenzioni e società, come lei farà anche nel periodo in cui agisce da solista: "Si fa politica col proprio modo di vivere e comportarsi", commenta. Per altro quando, dal 2001 al 2009, ha camminato da sola, ha scelto di farsi crescere i capelli in segno di cambiamento "come quando ci si lascia con un fidanzato, una fidanzata...si rinnova subito il look". La libertà dagli Skun Anansie, con i quali ha inventato tre album (Paranoid & Sunburnt nel 1995, Stoosh nel 1996 e Post Orgasmic Chill nel 1999) ha i suoi pro e i suoi contro e lei li sottolinea in più occasioni: si tratta di una maggiore libertà di azione cui si contrappone una mancanza di dialettica essendo sola.

Ci sono certi amori che non finiscono. Si spostano solo un po' più in là. E se fai un salto ti ci ritrovi sopra. E così, non si sa chi per il balzo di chi, e dopo due album, Fleshwounds (2003) e Fake Chemical State (2006) rinascono gli Skunk Anansie. E il rock (ri)acquista una gruppo che lo ha segnato per un decennio. E riprende a far saltare, pensare, gioire con Wonderlustre nel 2010 e Black Traffic nel 2012. Skin la vediamo sempre al centro del palco, trasformista e gioiosa, a raccontare le sue canzoni, le sue storie. Che sono anche parte della nostra vita. Lo ribadisce il suo approdo nella squadra di X Factor. Deborah Anne Dyer, questo il suo nome all'anagrafe: potete anche chiamarla così se vi piace, se vi sembra più confidenziale. Ma ricordate, osservandola con Fedez, Mika ed Elio a X Factor, che nella nostra bella lingua skin significa pelle. E lei, non importa se avete otto anni o ottanta, vi vestirà come una seconda pelle e vi porterà nel suo cuore in questo meraviglioso viaggio che si chiama X Factor 2015.