di Camilla Sernagiotto

Dire, fare, baciare, contraffare.
Ecco il giochino con cui s’intrattenevano negli anni Novanta i giovani faker ante-litteram, quelli che ancora non sapevano che prima o poi la loro smania di riproduzione artistica e tendenza alla parodia sarebbero state finalmente accolte a braccia aperte nel mondo dello show business.
A testimonianza di questa nuova tendenza arriva Fake Off, il programma dedicato all’incredibile mondo del faking in prima tv assoluta dal 19 agosto ogni mercoledì alle 21.10 su Sky Uno.
Una competizione adrenalinica che vedrà dieci squadre affrontarsi a colpi di creatività reinventando simboli e icone della cultura pop e utilizzando in maniera spettacolare il linguaggio teatrale, acrobatico, magico, illuminotecnico e chi più ne ha più ne metta!
Aspettando di vedere in azione questi guru del faking, ecco una guida basilare per chi decidesse di affacciarsi a questo paese delle Meraviglie.
Un paese delle Meraviglie in cui Alice abita ancora qui, eccome!

Ripassa il passato prossimo – Non si richiedono full immersion nella coniugazione di verbi, tranquilli. Con passato prossimo qui s’intende la cultura pop appena lasciata alle spalle. Siccome il pane per i denti dei faker è appunto fatto di simboli pop, è fondamentale sapere tutto di cinema, musica, arte, letteratura e moda degli scorsi tre, quattro, cinque o sei decenni. Dagli anni Sessanta in avanti non bisogna avere lacune: Titanic, Madonna, Andy Warhol, Ziggy Stardust, Il Mago di Oz… tutto ciò che ha fatto la storia della cultura popolare potrebbe servirvi per le vostre performance, quindi buon ripasso!

Hai voluto i piedi? Adesso balla! – La prima regola non scritta del buon faker è quella che lo accomuna a qualsiasi artista del mondo dello spettacolo, ossia: “The show must go on”. Per far sì che il sipario non cali mai prima della scritta The End è fondamentale avere tutti gli assi nella manica necessari. Il Jolly che da sempre assicura agli showman un paracadute di salvataggio è la verve danzante. Non è mai tutto perduto se puoi ancora improvvisare un bel balletto. E, non dovesse bastare a calmare gli animi inquieti del pubblico, si possono sempre usare i piedini ballerini per scappare a gambe levate dalla folla inferocita.

Che (paro)diavolo stai dicendo?! – Il faker non parla la lingua comune ma ha un linguaggio tutto suo che solo lui e i suoi simili possono comprendere e utilizzare. Al posto delle ventuno lettere dell’alfabeto ci sono infatti ventuno idiogrammi che riprendono simboli della pop culture. La lettera “e”, per esempio, loro la vedono come Pac-Man intento a divorare i poveri puntini nel labirinto. Tutto il mondo circostante è riconducibile a pietre miliari della storia culturale pop, quindi è possibile che inizialmente voi non capiate un’acca di ciò che i faker si dicono.
Anche perché quella lettera, H, per loro significa senza dubbio altro, tipo l’Overlook Hotel di Shining o altre diavolerie simili. Pardon: (paro)diavolerie!

Tieniti sempre aggiornato – Il Faker con la F maiuscola deve essere sempre informato su ciò che gli accade intorno e nel mondo. Siate segugi della cultura contemporanea, non fatevi scappare prede succulente come nuovi trend, reginette pop degne eredi di Madonna, libri bestseller, film da botteghino… insomma, tutto quello che potrebbe rientrare a pieno titolo nel vostro repertorio fake!

Per scoprire ogni segreto, trucco e abilità necessaria nel Curriculum Vitae di un Faker professionista, non perdete le lezioni dei Faker da chapeau protagonisti di Fake Off, in prima tv ogni mercoledì alle 21.10 su Sky Uno.