di Fabrizio Basso
(inviato a Giffoni Valle Piana)

Francesca Monte è di Giffoni Valle Piana. E da questo angolo di mondo è partita per conquistarlo il mondo. Ha lavorato molto in inglese, in una dimensione internazionale. Poi è arrivato X Factor 2014 che la ha vista protagonista con i Komminuet. Una bella botta di popolarità dentro i confini che sfocerà in autunno con il suo primo disco in italiano. Nell'attesa il singolo Bravo e poi i suoi ricordi di del talent di Sky Uno, che torna giovedì 10 settembre alle ore 21.10 con l'edizione 2015.

Francesca con i Komminuet ha stupito X Factor 2014.

Era un progetto innovativo, ci siamo presentati con beatbox e voce e già nel pre-casting abbiamo lasciato tanti senza parole. Al punto che abbiamo fatto più provini.
Perché una con la sua esperienza sceglie un talent?

Ai talent mi sono avvicinata a 24 anni, prima non avevo avuto il tempo di provare essendo impegnata tra concerti e tour.
Soddisfatta?

Mi è andata bene. Una esperienza inaspettata. Come dice Luca Tommassini X Factor non te lo regala nessuno. E’ punto di partenza.
Come si sta davanti ai giudici?

Un dramma ma per me è sempre la stessa emozione quando ho qualcuno davanti, che sia pubblico, amici o giudici.
C’è uno scambio di energie?

Io cerco sempre di chiudere occhi o guardare nel vuoto. Si canta con l’anima, è lì che sta la differenza.
C’è stato un momento di X Factor 2014 in cui ha capito che comunque sarebbe stato un successo?

Con Emerge dei Fischerspooner, un pezzo che non conoscevo e che ho imparato in una settimana. Alla fine c’è stato un boato per quello che era un pezzo da rave. Da lì è nato il mio look con la coda.
Un'altra svolta “xfactoriana”?

Black widow
di Iggy Azalea.
Un commento per ogni giudice. Partiamo da Fedez.

L’idolo delle ragazzine, una bella persona.
Skin?

Un grande talento potrà essere rivoluzionaria.
Mika?

Un cucciolotto.
Elio?

Un cantautore, un artista eclettico.
Consigli a chi fara X Factor dal 10 settembre su Sky Uno?

Vivere l’esperienza in maniera positiva e con consapevolezza, cercare di essere diplomatici, evitare di essere trasformati in mostri, nel senso di snaturati dal proprio stile.
Che resta dei Komminuet?

E’ uscito il singolo, poi non ci siamo più visti.
Ci parli del suo disco in uscita dopo l’estate.

E’ il primo tutto in Italiano con una sola canzone in inglese che riporta alla mia storia.
E’ uscito il singolo Stay, per Area 94.

Realizzato a Firenze con Federico Scavo e Alex Kenji, due top deejay toscani. Con Federico ci siamo conosciuti tempo fa ma non è mai arrivato il tempo giusto per collaborare fino a ora. Mi ha conquistata quando mi ha detto: “Tu sei una ragazza che si dà da fare, giri l’Italia in ogni direzione”. Ha visto le mie mani sul pianoforte e apprezzato lo stile.
Le sue canzoni sono autobiografiche?

Scrivo sempre quel che vivo, ho scritto sulle varie sfumature dell’amore: dal tradimento al perdono e alla passione. Ma anche sulla droga e la noia dei giovani.
Stile?

Influenze pop, un po’ di elettronica e sfumature jazz. Arrangiamento curatissimo.
Chi ascolta?

Di tutto. In questo periodo David Guetta, Sigur Ros, Pink Floyd ed Ella Fitzgerald.
Come nascono le sue canzoni?

Compongo al piano, non sono una esecutrice.
Cederebbe una sua canzone a qualcuno?

Sono gelosa delle mie creature ma se qualcuno me lo chiedesse possiamo ragionarci.