di Camilla Sernagiotto

All’ombra del Big Ben sono nati e cresciuti tanti, tantissimi talenti musicali da urlo.
Un urlo che non ha mai rovinato le loro ugole dorate, lo stesso che hanno lanciato a piene tonsille le groupie scatenate, pronte a tutto pur di strappare un simbolico scalpo ai loro idoli.
L’Inghilterra ha infatti dato i natali ai mostri più sacri dell’Olimpo musicale, ne bastano due da citare: Beatles e Rolling Stones.
Se hai la fortuna di essere la terra sulla quale hanno mosso i primi passi John Lennon, Mick Jagger, Paul McCartney, Keith Richards e compagnia bella, puoi tranquillamente permetterti di sfornare per i prossimi due millenni gruppacci che non valgono niente.
E invece la Gran Bretagna continua ad attaccare fiocchi rock sulle sue porte grazie ai fenomeni delle sette note che continuano a lasciare tutto il mondo a bocca aperta.
Dai Bloc Party agli Arctic Monkeys fino all’ugola più amata della storia, quella di Adele, la Regina può vantare sudditi pieni di talento.
Ed è appunto per questo che Britain’s Got Talent, il celeberrimo talent show, è giunto alla sua nona edizione, in onda su Sky Uno ogni lunedì alle 21.10 e disponibile su Sky Go e On Demand.
Dopo aver lanciato artisti del calibro di Susan Boyle e Paul Potts, chissà chi renderà famoso quest’anno.
In attesa di scoprirlo, proviamo a immaginarci quali delle band che hanno fatto la storia della musica inglese non avrebbero mai e poi mai passato i provini di Britain’s Got Talent.
Non perché non talentuosi, niente affatto, ma perché non abbastanza per i parametri rigorosissimi con i quali i giudici selezionano i partecipanti e, ovviamente, i vincitori.

Vi ricordate i Babylon Zoo? No? Già questo la dice lunga, ma se spremete bene le meningi e provate a canticchiare “Spaceman I always wanted you to go into space, man Intergalactic Christ” vi verrà in mente il pezzo che fece furore negli anni Novanta: Spaceman, appunto.
A giudicare dal live del 1996 della band capitanata da Jasbinder Mann non è difficile capire per quale motivo non sarebbero mai stati presi a Britain’s Got Talent:




Un enorme talento sprecato, invece, va sotto il nome di Pete Doherty, l’enfant terrible del rock che, dopo aver sfasciato i Libertines (e letteralmente la casa del chitarrista Carl Barât) ha fondato i Babyshambles.
Una band fresca, giovane, con canzoni piene di grinta e molto orecchiabili ma… c’è sempre un ma quando si parla di Pete Doherty. Il ma in questione è il suo viziaccio di sballarsi troppo: tra alcool e droghe varie, il frontman dei Babyshambles barcolla ma non molla. Anche se a volte farebbe meglio a mollare e a non presentarsi sul palco ridotto in certe condizioni…





Ma anche altre due band piene zeppe di talento tanto da essere a giusta ragione menzionate nei libri di storia della musica per l’incommensurabile apporto che hanno dato al punk avrebbero faticato a passare le selezioni del talent show.
Stiamo parlando dei Buzzcocks e dei mitici Clash.
Due nomi da chapeau che tuttavia, per genere, modi, presenza e atteggiamenti vari, difficilmente avrebbero trovato posto sul palco di Britain’s Got Talent.
Anche se le vie del Signor Cowell sono infinite.