di Fabrizio Basso

Mirko Ronzoni vince la seconda edizione di Hell's Kitchen Italia. Il giovane chef bergamasco, classe 1990, ha vinto dopo una finale serrata, superando prove impegnative ma soprattutto convincendo Chef Carlo Cracco. Adesso sarà executive chef al Forte Village, in Sardegna, del ristorante di Hell's Kitchen. I piatti che hanno convinto tutti sono: capesante con castagne glassate e vitello con i ricci di mare (antipasti), riso alla barbabietola e spaghetti con branzino e caffè (primi), scenario d’astice con panelle e anatra croccante con consommé di cicale di mare (secondi) e un dessert di burro di arachidi con cioccolato e mango. Il giorno dopo lo abbiamo incontrato e intervistato.

Mirko, come è stata la prima notte senza gli insulti di chef Cracco?
Non è stata facile, continuavo a sentire la sua voce.
Guardi che Hell's Kitchen è finito.
Lo so. Pensi che certe volte lo ho pure sognato.
Cracco?
Un sogno misto incubo ma a parte ciò il feeling c’era e la sua severità ha portato da qualche parte: mi mancheranno le sue urla.
Prima di Hell's Kitchen che faceva?
Cucina Pret à porter: cene a domicilio, eventi privati poi ho aperto un ristorante a Monza, Al Carrobiolo dove sono state fatte le prime riprese.
Studi?
Istituto alberghiero.
Ora se ne va al Forte Village in Sardegna: l'attende il ristorante di Hell's Kitchen.
Porterò la mia filosofia di cucina.
Quella che le ha consegnato la vittoria?
Ieri ho azzardato molto, mi sono giocato tutto, doveva emergere la mia idea. In Sardegna la cucina sarà simile con un pizzico ruffiano. Userò molti ingredienti sardi.
Giudichi la sua partecipazione al talent di Sky Uno.
Mi rendo conto di essere stato molto naturale, non ho infangato gli altri.
Suvvia almeno un po’ di strategia...
E' stata fatta, in un paio di occasioni ho usato il mio essere imbonitore, come lo definiva Chef Cracco. Mi ha consentito di non essere mai nominato e non è particolare da poco, la nomination destabilizza.
Chi temeva?
Mi faceva paura Giordano Davide a livello tecnico e poi mi sono concentrato su Chang, ho temuto di poter uscire.
Quando ha capito che la vittoria era a portata di mano?
Quando ho osservato i piatti di Chiara ho capito che i miei avevano un passo in più.
Chissà che esultanza interiore.
Sono egocentrico e sono un esteta ma non proclamo perfezione. Però ho origliato i commenti dello chef e dunque mi sono rasserenato.
A cena con Cracco che piatto gli farebbe?
Gnocco arrosto con stracciatella di bufala, gambero rosso, chorizo, spuma di bisque: provocante ma gustoso. Mi ha sempre detto che facevo piatti fighi ma senza mordente, stavolta c’è tutto.
Il suo piatto simbolo?
Risotto al pomodoro con polpo croccante e melanzane bruciate.
Quando ha capito che il suo lavora sarebbe stata la cucina?
Durante gli studi all’alberghiero facevo dei lavori extra per imparare il mestiere. Ho lavorato al ristorante A'Anteprima di Bergamo con lo chef Daniel Facen: clima militaresco, tanta paura ma anche complimenti.
Cucina in famiglia?
Veramente poco ma critico tanto.
E per amore?
La prima volta, forse la seconda. Poi aspetto a tavola.
Al massimo porta una colazione a letto.
Quello posso farlo, ma con i croissant del bar.
Non avesse lavorato in cucina?
O moda o intrattenimento.
Ora sarà lei a essere chiamato chef, Chef Mirko.
Ci penso eccome. Sarà una emozione lavorare con una brigata che ha fiducia in me.
Finita l'esperienza al Forte Village?
Ci penserò dopo ottobre. Magari mi capita un'altra opportunità in Sardegna. Mi piacerebbe anche fare televisione.
Davvero?
Eccome. Con i suoi pro e i suoi contro partecipare a Hell's Kitchen su Sky Uno mi è piaciuto.