di Barbara Ferrara

Cresciuto a pane e Led Zeppelin, lo chef più social del piccolo schermo torna su Sky Uno con “Alessandro Borghese Kitchen Sound”. Tra musica e buon cibo, il nuovo programma si inserisce all’interno di un’avventura enogastronomica che il 12 giugno, presso l’Enterprise Hotel di Milano, ha visto l’inaugurazione del temporary restaurant aperto al pubblico “Alessandro Borghese Il lusso della semplicità”.

Qui, nell’accogliente dehor menu sempre nuovi, selezionati tra un ventaglio di 200 ricette, allietano il gusto di chi vuol concedersi una pausa d’autore. I clienti potranno assaggiare gli stessi piatti che chef Borghese cucinerà in sei minuti in Kitchen Sound e che vedremo in prima tv assoluta, dal lunedì al venerdì alle 13 su Sky Uno a partire dal 20 luglio. Non solo, queste stesse ricette saranno raccolte in un menu completo su Sky On Demand così da non perderne nemmeno una puntata.


Nell’attesa di scoprire cosa bolle in pentola, siamo stati sul set di Alessandro Borghese Kitchen Sound per rubare qualche scatto dal backstage e scoprire, dal diretto interessato, a cosa dobbiamo prepararci.  


Come nasce l’idea di Kitchen Sound?

Dalla passione per la musica e per la cucina. Entrambi hanno un alto potere evocativo e sono due aspetti fondamentali della mia vita. La musica, come un buon piatto, può portarti indietro nel tempo o avanti, a seconda.

Quindi il suo nuovo programma ha due anime?  

Ho voluto miscelare musica e cucina in una striscia quotidiana: in sei minuti cucino i miei piatti, ricette classiche e più innovative, che poi vengono re-interpretate in chiave rap. Siamo riusciti a mettere insieme la tv, il web, la radio e i social.

A Borghese piace il rap?
Sono un rockettaro fino al midollo, ma ho fatto la scuola americana e avendo vissuto il mondo del rap, quello nudo e crudo della West Coast californiana, mi ha divertito inserirlo.

Oltre a essere il nome della sua azienda, cos’è per lei il lusso della semplicità?
La mia filosofia di vita. Significa assaporare le cose semplici della vita: sono quelle il vero lusso. Dedicare del tempo a se stessi, alla propria famiglia, godere del piacere di cose semplici come un buon piatto, un buon libro, un brano musicale.

Cosa ascolta mentre sei ai fornelli?
Dipende dall’umore, comunque ci vuole qualcosa che dia la carica alla Red Hot Chili Pepper, durante la preparazione va bene un po’ di chill out, e anche il rock.

Durante il tempo libero invece che musica predilige?
Spazio dalla musica classica al blues, al jazz. E naturalmente del sano rock and roll.

Per Francois de La Rochefoucauld “Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un'arte”. Ci spiega come si fa?
Innanzitutto è un atto d’amore: fai un gesto altruista per qualcuno, dedico il mio tempo nel dare qualcosa a qualcuno. Questo qualcuno può essere anche te stesso. Anche due spaghetti burro e parmigiano possono coccolarci, è come fare un po’ di terapia.

Per Tolstoj La musica è la stenografia dell’emozione, per Alessandro Borghese?
Rispondo con Nietzsche: la vita senza musica è un errore. Anche la vita senza il gusto edonistico del cibo lo è. Fanno parte del nostro quotidiano, ci mettono di buonumore, ci regalano emozioni.

Cosa non deve mai mancare in frigo?
Un acciughetta, del parmigiano, dell’olio extravergine, un’erba fresca, dell’aglio. Tre, quattro elementi che mi permettano di fare un primo semplice, o una bruschetta.

Cosa fa nel tempo libero Alessandro Borghese?
Tra set e azienda di casa, tempo ne ho poco. Lo dedico alle mie donne, mia moglie e mia figlia, giochiamo, andiamo alle giostre, guardiamo un film.

 

Come definerebbe Kitchen Sound?
Frizzante, divertente, musicale, originale. E come avrete sentito dagli aromi sprigionati sul set, anche molto profumata.