di Fabrizio Basso

 

Scegliere una canzone che si chiama Try è già un atto di coraggio. Tentare, provare. Vuol dire metterci la faccia anche dove si rischia un livido. Virginia Veronesi lo ha fatto, ha vinto e ora continua a metterci la faccia. Ha più popolarità di molti che sono passati in gara. E mentre abbiamo ancora nella mente l'eco del Try di Pink reinterpretato dall'artista lodigiana, ecco che dirompe per le strade, nell'aria e nella mente il suo singolo When I was You: incombe su di noi un tormentone di quelli veri, che non si sentiva da tempo. Mentre Virginia Veronesi morde il futuro, X Factor 2015 comincia a scaldare i motori e il primo rombo è per le audizioni: l'appuntamento è a Bologna l'11 e 12 giugno all'Unipol Arena e a Roma al Palalottomatica il 28, 29 e 30 giugno. Per entrambe le audizioni il numero da chiamare è 388/3932058. Dopodiché arriva il bootcamp di Torino il 12, 13 e 14 luglio al Pala Alpitour. Aspettando la popstar del futuro intervistiamo Virginia Veronesi.

Virginia partiamo da lei: come nasce When I was you?
L'autore è Gaetano Cappa che ho conosciuto alle audizione per la sigla di X Factor. Il video porta la firma di Andrea Linke ed è stato girato sulle spiagge di Lisbona.
Qual è il valore aggiunto?
Il messaggio che manda e l'avvio di un mio percorso. Sto penando a un disco. I miei progetti vanno avanti.
Ha sempre "frequentato" la musica?
Sì, sempre cantato e studiato. Il piano lo ho imparato da autodidatta.
Partono le audizioni per X Factor 2015: che ricordo ha delle sue?
Ho partecipato a quelle per lo spot. Per altro la proposta è arrivata in una settimana che ero impegnatissima.
Però ha vinto...
A Torino ho presentato Gran Torino di Jamie Cullum, brano non proprio semplice.
Il salto però lo ha fatto con Try di Pink.
Una scelta dell'ultimo minuto, un brano che già avevo in repertorio proprio perché non avevo tempo per sperimentare nuove cose.
Istintiva?
In quel caso sì. Mi sono gettata nella mischia con una canzone semplice e leggera.
Non è mai razionale?
A volte troppo. Dovrei seguire un po' più spesso il mio istinto.
La musica è un bel lavoro?
Molto anche se non c'è un impegno costante. A volte corri altre stai ferma. Bisogna essere sempre pronti a scattare.
Che ricordi ha dei suoi casting? Delle sue audizioni?
Non ne ho fatti moltissimi. Bisogna andare consci delle proprie capacità e fare il meglio possibile. Poi essere scelti dipende da vari fattori, ma mettercela tutta è un dovere verso se stessi. E comunque è sempre una esperienza formativa.
Perché ha partecipato alle audizioni per la sigla ma non per la gara?
Lo seguo da sempre. Almeno un motivo c'è: non so se reggerei lo stress. Deve essere una esperienza molto bella ma mi fa un po' paura.
Cosa ascolta in questo periodo?
Come al solito di tutto. Ma se devo fare un nome le dico che in questa stagione della mia vita amo alla follia Sara Bareilles.