di Barbara Ferrara

 

L’attesa stagione di RDS Academy, il talent per speaker radiofonici a caccia di nuovi talenti da lanciare, è ripartita lunedì 4 maggio su Sky Uno, e alla giuria della passata edizione, si è aggiunto il “debuttante” Giuseppe Cruciani che di radio con la r maiuscola, se ne intende. Con i suoi compagni di viaggio, Anna Pettinelli e Matteo Maffucci, è pronto a dare il meglio in questa straordinaria avventura.
In attesa del secondo appuntamento, lunedì 11 maggio su Sky Uno alle ore 20.10, abbiamo chiesto alla new entry Cruciani che effetto fa essere nella giuria di RDS Academy.  Cosa ne pensa della radio e perché non perdere una sola puntata di del talent per speaker radiofonici più amato del piccolo schermo. Leggi nell’intervista cosa ci ha raccontato.

Che cosa la diverte di più a Rds Academy?
Lavorare con Anna e Matteo, due grandi professionisti che mi sono sempre piaciuti. E scoprire nuovi talenti.
Cos’è per lei la radio?
La vita, un prolungamento della giornata. Per me non c’è differenza tra quello che faccio fuori o in radio.
Che musica ascolta?
Dal rock alla musica italiana. Ascolto un po’ di tutto, non un unico genere.
Un aggettivo per i suoi compagni giudici?
La Pettinelli è troppo precisina, è una maestrina, Maffucci è troppo romanista, soffre ancora per il calcio.
Un buon motivo per non perdere Rds Academy?
E’ un programma autentico, non c’è niente di finto, nessuno di noi tre è abituato alle finzioni, non abbiamo maschere.
Cosa significa “fare radio” per lei?
Non ci sono ricette, io non ho mai pensato di fare quello che faccio adesso. E’ stato tutto molto naturale e casuale. A un certo punto ti viene fuori da dento.
Marshall McLuhan diceva che la radio è un medium caldo che tocca tutti intimamente e il suo effetto immediato si traduce in un’esperienza privata. E’ d’accordo?
Certo. La radio si ascolta da soli, correndo, in macchina, è sicuramente un’esperienza più privata che pubblica. Io ascolto moltissimo la radio, in modo non molto comune.  In motorino, mentre corro, poi io la ascolto perché mi piace acpire anche come si costruiscono i programmi
Qual è la caratteristica che non può mancare a un vero speaker?
Io e Anna abbiamo un’idea diversa, per me non può mancare di carattere e personalità, può anche commettere degli errori, nella pronuncia e nell’accento, ma deve accendere una luce. Puoi essere bravo quanto vuoi tecnicamente, ma se non trasmetti nulla…
Un incoraggiamento, un consiglio a tutti gli aspiranti speaker?
Non fingere, non avere paura di sbagliare. Non devono indossare una maschera.