Una storia, quella di Benjamin Clementine, che sarebbe perfetta per Italia's Got Talent. E infatti questo artista londinese ha accettato l'invito di Sky Uno e giovedì 7 alle ore 21.10 sarà ospite di IGT. Lo accoglieranno la padrona di casa Vanessa Incontrada, i giudici Nina Zilli, Luciana Littizzetto, Claudio Bisio e Frank Matano, è il secondo gruppo di semifinalisti che si contendono un posto in finale. La serata, dunque, si preannuncia scoppiettante e altrettanto vivace sarà Italia's Got Veramente Talent che va in onda, sempre su Sky Uno, subito dopo la gara ed è gestito da Lucilla Agosti e Rocco Tanica. Aspettando la semifinale numero due abbiamo intervistato Benjamin Clementine.

A diciannove anni lascia Londra per fare l'artista di strada a Parigi: perché?
Io non ho lasciato niente, non avevo niente a Londra. Era arrivato il momento di andare, dopo anni passati a sognare di fare il musicista, dovevo partire e inseguire la mia musica.
Perché Parigi se l'importante era oltrepassare la Manica?
Qualunque città sarebbe stata la stessa, avevo bisogno di spostarmi, di muovermi, di sperimentare cose nuove. Ci crede se le dico che è stata casualità?
Certo. Il suo stile è unico, teme i condizionamenti?
No. Il mio stile è riconoscibile quindi un cambio di stile sarebbe controproducente.
Dice?
Diventerei come tutti gli altri: avrebbe un senso? Per me no.
Influenze musicali?
Una infinità: dalla musica inglese a quella francese, che forse è preponderante. Gli anni trascorsi a Parigi mi hanno formato sia umanamente sia musicalmente.
Artisti di riferimento?
Tanti come per le influenze. Di sicuro Jimi Hendrix. Poi Paolo Conte.
Paolo Conte? Lo conosce?
Per me è una leggenda!
Le parole sono molto importanti nella sua musica.
Assolutamente. Cornerstone, che è stato il primo singolo, si chiama così, ma nel testo non pronuncio mai la parola. Avrei potuta tranquillamente chiamare alone in a box on my own (frase del ritornello, ndr), ma non sarebbe stato lo stesso. Ho scelto questo titolo proprio perché ha un suo significato, ogni scelta ha un perché, ogni decisione è frutto diun ragionamento.
L'album è molto autobiografico?
Tutto l’album mi rappresenta, è il racconto del mio passato.
Nuovo album dopo At least for now?

Voglio continuare raccontare me stesso attraverso la musica. E mi auguro che questo lavoro sia un trampolino di lancio per nuovi incontri musicali e nuove collaborazioni.