di Barbara Ferrara

 

Cesoie alla mano, l’ex capitano della nazionale di Rugby, torna con il suo team di giardinieri esperti a rimettere in sesto i giardini abbandonati all’incuria. Lo Cicero dimostrerà che, con la dose giusta di pazienza, impegno e determinazione, il sogno di un giardino fiorito può diventare realtà. Come prendersi cura di fiori e alberi per mantenerli sempre perfetti, non sarà più un segreto. L’appuntamento con Giardini da Incubo è dal 20 aprile su Sky Uno, dal lunedì al venerdì alle 19.45.

Nell’attesa, abbiamo incontrato Lo Cicero che nonostante i suoi tanti impegni,  alleva asine per aiutare i bambini meno fortunati, è ambasciatore Unicef, Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica, dirige la onlus “La terra dei bambini” per avvicinare alla natura ragazzi diversamente abili, torna con immutata passione e la stessa voglia di sporcarsi le mani, a condurre questa seconda attesa stagione di Giardini da Incubo.

Andrea Lo Cicero è la sua seconda edizione di Giardini da Incubo.
Sì e ne sono felice, mi fa piacere fare questo mestiere: se hai voglia di trasmettere un messaggio sano, in una tv come Sky è possibile. E poi col gruppo di Giardini siamo una bella squadra: se la convocazione è alle 7 del mattino, io arrivo alle 6.30. E i ragazzi mi seguono. Mi piace questa condivisione.
Oltre a quella per il giardinaggio ha altre passioni?
Motori, auto, mi piace la meccanica, anche se non sarei in condizione di smontarne uno. E poi sicuramente la vela.
Cosa accomuna la vela al giardinaggio?
La natura: è grazie alla natura che vai avanti o meno. Se c’è burrasca devi fermarti: la natura, nel bene e nel male, ha sempre il controllo. Ed è un peccato che stiamo facendo di tutto per distruggerla.
Come trascorre il suo tempo libero?
Facendo sport, soprattutto discipline acquatiche, vela, palestra. Cerco di trascorrere più tempo possibile con la mia compagna. Poi mi occupo dei miei animali e delle mie piante.
Se finisse su un’isola deserta cosa vorrebbe con portare sé?
Se potessi, porterei la mia compagna, altrimenti un coltellino perché ti aiuta a sopravvivere.
Ippolito Nievo diceva che “L'amore è un'erba spontanea, non una pianta da giardino”: è d’accordo?
Potrebbe essere, io penso semplicemente che se coltivi l’amore giornalmente questo cresce e ti regala tanto benessere.
Lei è uno che regali fiori?
Molti. E mi piace anche riceverli: amo le rose e per il mio compleanno, alla mia compagna che non sapeva cosa comprarmi, ne ho chiesto una. Mi è arrivata una pianta ed è per sempre.
Lei alleva asine per aiutare i bambini meno fortunati, è ambasciatore Unicef, ex volontario della Croce Rossa, come nasce il suo impegno sociale?
Sin da ragazzino preferivo passare il mio tempo aiutando gli altri. Ho iniziato come volontario della Croce Rossa. Penso che ognuno di noi abbia bisogno dell’altro a un certo punto della vita; e allora, se stai bene, puoi camminare e sorridere, perché non essere disponibile nei confronti degli altri?
Per curare un giardino occorrono dedizione e pazienza, non si può avere fretta: lei applica questa filosofia anche nella vita quotidiana?
Sì, è fondamentale entrare in quest’ottica, detto ciò non mi piace perdere tempo, voglio essere sempre attivo. 
E’ vero che un giardiniere ha mani occupate e spirito libero?
Solo in parte: lo spirito deve rimanere nel tuo giardino, non siamo marinai. Sono lavori duri, non puoi perdere tempo, le piante non ti aspettano.