E’ stato il quarantenne Paolo Betti a sbaragliare la concorrenza dei suoi avversari e a vincere l’ultima sfida di Alessandro Borghese - 4 Ristoranti. Appassionato, “molto serio al lavoro”, e con tanta voglia di divertirsi, e misurarsi, lo chef del Rifugio Maranza cucina col cuore. Cura maniacale nella scelta delle materie prime e  attenzione al cliente sono le sue linee guida. Per offrire il meglio, i suoi ingredienti sono innanzitutto sani, naturali e soprattutto freschi, in quanto provenienti dal territorio. Dell'associazione Slow Food Trentino condivide la filosofia e l’impegno in prima persona. Sono tre gli aggettivi che Betti associa allo Slow Food: buono, pulito e giusto. Proprio come il suo approccio in cucina.

Si ricorda i suoi inizi?
Certo, pelavo le patate e lavavo i piatti, avevo 13 anni quando ho iniziato a lavorare in Germania. Ho sempre lavorato, facendo le stagioni invernali ed estive. Ho imparato tutto, compresa la lingua.
Cosa suggerirebbe ai ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera?
Studiare, io l’ho fatto da grande, solo dopo i 30 anni, sono diventato maestro assaggiatore di formaggi, di olio e di salumi.
Quali ingredienti predilige?
Tutti quelli che il mio territorio mi offre. Sono un maniaco nella ricerca delle materie prime.
Che cosa fa di un ristoratore un buon ristoratore?
La cura, oggi bisogna dare il 120%, una volta poteva bastare l’80%. La chiave è selezionare le materie prime. E voler bene alle persone che serviamo.
Ha dei maestri che ammira?
Ammiro tantissimo Antonino Cannavacciuolo.
Il suo piatto forte?
Il mio cuore. Io lavoro con il cuore.
Se potesse farsi invitare a cena da uno chef famoso chi sceglierebbe?
Da Cannavacciuolo.
E lei invece chi ospiterebbe e cosa gli serviresti?
Sempre lui, in questo momento è la persona che mi piace di più.
Cosa le piace di lui?
La sua semplicità, il modo che ha di parlare e comunicare.
Il suo sogno nel cassetto?
Aprire un piccolo ristorante tutto mio con una trentina di coperti al massimo, non mi piace cucinare per troppe persone, trenta persone sono l’ideale. 
Un aneddoto divertente con Borghese?
In cucina con Ale, alla fine della puntata abbiamo cucinato insieme per tutta la troupe: ci siamo ritrovati a spadellare dei maccheroncini di kamut biologici con salsiccia, porri e pomodorini. Una festa.
Soddisfatto della vittoria?
Sì, in realtà già quando mi hanno chiamato ho pensato di aver vinto. Ho vinto la possibilità di portare a casa più cose possibili e confrontarmi con gli altri. Per me questa è una doppia vittoria.