La carriera di Stefano “Stylophonic” Fontana, inizia come dj al Plastic di Milano, club di culto del circuito artistico italiano. Cresce a pane e groove, reinterpretando le scene musicali di Chicago, New York e Detroit, electro, hip hop, house e tecno. In pochi anni diventa uno dei producer italiani più creativi, oggi lo ritroviamo per la seconda volta in qualità di giudice a TOP DJ accanto ad Albertino e Lele Sacchi. Lo abbiamo intervistato prima del gran giorno: martedì 7 aprile alle 22.45 su Sky Uno, quando si alzerà il sipario del talent show dedicato al mondo del clubbing.

Per la seconda volta giudice a Top Dj: cosa cambia rispetto alla scorsa edizione?

Fin dalle prime audizioni abbiamo capito che il livello artistico si era alzato e di molto, quindi la competizione si è fatta più "seria" e le prove più avvincenti, tecnicamente ed artisticamente più interessanti da giudicare.
Un aggettivo che descriva i tuoi compagni giudici.
Super Pro e amici!
Come si riconosce un potenziale fenomeno alla consolle?
Dalla personalità che riesce a veicolare attraverso la sua performance, il suo djset deve distinguersi  per originalità, musicalità, tecnica e coinvolgimento con il pubblico che alla fine  è lui a decretare sempre  il nostro successo.
Cosa ricordi con più piacere dei tuoi inizi alla consolle?
La passione, l'incredulità per la musica che ascoltavo e la voglia infinita di poter "suonare" dietro la consolle ogni sera, caratteristiche che si sono evolute con l'esperienza ma che mi tengo stretto ancora oggi come baglio prezioso e utile per la mia carriera.
Oggi esiste la figura del deejay superstar: quali sono stati i primi?
Larry Levan e grandmasterflash sono i precursori dopodichè nella prima fase oldskool i deejay più importanti erano Todd Terry, Roger Sanchez, Master at Work, Dj Pierre, Felixdahousecat, Lil Louis,Derrick May, DjPierre,se invece ci riferiamo ad oggi direi che il primo deejay rockstar è stato Bob Sinclair dopodiché David Guetta ha aperto la strada negli Stati uniti con il suo lavoro da solista e con i Black Eyed Peas, lui ha cambiato le regole del gioco stabilendo le fondamenta del mercato odierno.
Ricordi la tua prima volta in discoteca?
Un pomeriggio a metà degli anni '80 in una discoteca di pseudo paninari che volevano che proponessi della musica imbarazzante.... dopo 4 dischi sono volato fuori dalla consolle. Il mio gusto era troppo moderno per quel target, difatti pochi anni dopo debuttai al Plastic di Milano che era il locale più trendy in Italia  per quanto riguarda la musica, lifestyle e costume.
Chi consideri i tuoi maestri?
Larry Levan, Grandmasterflash, Masters at work, Roger Sanchez, Massimino,Ralf, Coccoluto, Richie Hawtin, Carl Craig.
Nelle serate in discoteca al di là delle mode e delle tendenze, ci sono brani che non mancano mai nel tuo repertorio?
Sì, alcuni classici techno Detroit e House Chicago fine anni'80 , alcuni brani dei Deelite e le prime produzioni dei Daft Punk.