Oggi nevica a Sanremo… scherzo, piove ma molto. Sono passata dal sole straordinario di ieri, di tutta la settimana alla pioggia odierna. È strano che piova proprio il giorno della finale, speriamo che porti bene: finale bagnata finale fortunata. Ieri sera ho avuto paura: il mio nome è uscito tra gli ultimi e ho sudato freddo, poi un sospirone quando ho avuto la certezza di essere in finale. Sarebbe stato un peccato non poter cantare un’altra sera in questo super Festival. Tra poco vado in camera e mi scaldo la voce miagolando, col mio staff correggiamo le ultime cose che mancano per stasera, facciamo un po’ di motivazione che non guasta, poi impazzisco per la scelta del vestito, siamo indecisi su due alternative. Ho capito quanto sia importante il look. Cosa indosserò sarà una sorpresa anche per noi, mi sa che si va al lancio della moneta. Confermatissima la zeppa, voglio stare comoda: a volte la criticano, ma io devo cantare e stare comoda e in generale non sono una da tacco a spillo. Per esorcizzare eventuali ielle ho il nano di ceramica che porto sempre in camerino e poi sto muta e penso alle cose peggiori che potrebbero capitare e così mi depuro. Questo Festival lo porterò nel cuore nella sua interezza ma se devo scegliere tre momenti dico l’apertura la prima sera che è stata e sarà indimenticabile, quando hanno annunciato il mio nome per la prima volta e quando ho saputo che avrei partecipato. Faccio i complimenti a Carlo Conti, lui riesce a essere simpatico, intelligente, brioso e interessante ma con semplicità. E poi lo ringrazierò sempre per avermi voluta all’Ariston. E, infine, se fosse possibile mi piacerebbe condividere una cena con Gianluca Grignani perché sono una sua fan fin da piccola e cenare con un idolo è sempre una emozione.

(Testo raccolto da Fabrizio Basso)