Facile dire che la cucina vegetariana e vegana è limitata, non permette di giocare con ingredienti ed equilibri. E' una affermazione facile perché falsa. Basta pensare al lavoro che sta facendo Michele Maino a Milano nella sua Osteria al 55 di via Messina numero 55. Sarà ospite, giovedì 14 gennaio, di MasterChef Magazine l'appuntamento quotidiano col talent di Sky Uno in onda dal lunedì al venerdì alle ore 20. Mentre le sfide, Caponata in vasetto con uvetta blu uzbeka (piatto vegano), Paté di lupini e sommacco in aji amarillo, Gnocchetti di patate viola in salsa di cappuccio rosso (piatto vegano), Chèvre chaud con kaki Persimmon saltati al Calvados, Fiore frizzante e cappuccino di pere (piatto vegano) e Terrina di cioccolato fondente e fagioli azuki per citarne qualcuno.

Michele Maino partiamo dal suo cameo a MasterChef Magazine.
E' stato interessante e piacevole.
Cosa pensa di MasterChef.
Fondamentalmente resta un gioco ma ha importanti finalità didattiche e poi accende la curiosità per tecniche e ingredienti.
Perché ha scelto la cucina vegetariana e vegana?
Mi era stancato dei tristi colori della cucina macrobiotica. Noi ci poniamo tra il nulla e quella tristezza.
I suoi piatti sono poetici.
Cerco di metterci dentro tutti i colori e i sapori del mondo. A 38 anni non potevo farmi bastare il marroncino e il verdastro del macrobiotico.
Chi c'è in cucina con lei?
Fabio Mondino e Rie Otsuka.
Come nasce un suo piatto?
Dalla sperimentazione. Anche se talvolta è una intuizione a innescare il processo creativo.
Si dà delle regole?
Cerco di non usare troppi ingredienti e di giocare sugli equlibri. E poi mi appoggio alle figure retoriche.
Come in una certa letteratura, dunque. Ad esempio?
Prendo tre elementi, aglio, prezzemolo e capperi e se li conosci filologicamente ne puoi eliminare uno e giocare con le caratteristiche degli altri due.
Perché a un certo punto della sua vita ha scelto questa strada?
Mi ha guidato la salute e con ottimi benefici. Poi ho conosciuto Laura Cuccato, un nume del crudismo, e con lei sono partiti altri viaggi. Con lei abbiamo scritto un libro La cucina crudista.
Farebbe MasterChef?
Come concorrente o come giudice?
Entrambi.
Avessi vent'anni credo di sì, all'epoca avevo un altro spirito. E credo che anche come giudice potrei dare il mio contributo.