Era il primo settembre. Un hotel vicino all'Arena di Verona. Qualche ora dopo Pino Daniele sarebbe salito su quel palco, con i suoi amici storici, per celebrare, in quella che è stata una serata unica, i 35 anni di Nero a Metà, il suo terzo album da solista. A metà pomeriggio ci siamo visti in albergo. Ero con alcuni colleghi e con i suoi musicisti, quelli che lo hanno seguito, perso e ritrovato dalle origini. Siamo stati insieme oltre un'ora. E' stata l'ultima volta che ci siamo visti. Ora il suo Blues lo suona altrove. A noi arriva l'eco. E arriva anche, minuto dopo minuto, la consapevolezza che non ci sarà più un'Arena di Verona con lui. Ma neanche un altro luogo. Solo la memoria resterà un palcoscenico per Pino Daniele. E la memoria viene aiutata questa sera su Sky Uno, alle ore 22.50, con lo speciale Pino Daniele - Nero a metà, uno speciale che racconta l'epica di quel disco che è stato una svolta. Inoltre sarà visibile anche su Sky Arte alle ore 21.30 e martedì 6 gennaio alle ore 19.50.

E' stata una emozione trovarsi di fronte Pino con tutti i suoi compagni d'avventura. Lui ha letto lo stupore gioioso e ha detto, quel primo settembre, che rispetto a quando il disco ha visto la luce, che era ufficialmente il 1980 ma i germogli risalgono al 1979, "abbiamo tutti i capelli bianchi tranne James Senese che resta uguale. Non voglio una serata celebrativa, non mi piace stare in mezzo a fare l’istrione o lo showman. Voglio una serata per la canzone napoletana, perché da quel disco ha cambiato veste, lo abbiamo dimostrato negli oltre trenta anni che sono passati affinando i meccanismi. L’entusiasmo non si è spento, io proseguo con la ricerca sulla canzone e sulla musica. Porto sul palco un progetto emozionale, nessuna nostalgia. Racconto da dove sono partito, gli amici che ho incontrato e che importanza hanno avuto. Nero a metà ha attraversato più generazioni e oggi è arricchito anche dall’esperienza accumulata. Noi coi capelli bianchi abbiamo tutti la stessa malattia, la musica: tra esecuzione e improvvisazione cerchiamo il nostro modo di comunicare".

Rileggere questi appunti fa male. Perché l'inchiostro ancora macchia il foglio. Ma mentre scorrono l'eco di una chitarra Blues arriva dall'alto...Ciao Pino, Yes, I know my way!