Il rock avvolge l'X Factor Arena. Dopo un elettrizante live di poche settimane fa al Forum di Assago, dove giovedì 11 alle ore 21.10 andrà in scena la finale di X Factor 2014, la band di Colorado Springs è tornata in Italia per incontrare i ragazzi di XF8. Abbiamo incontrato il frontman Ryan Tedder e la band poco prima del live. Milioni di dischi venduti, conosciuti in tutto il mond, i OneRepublic sbarcano sul palco di XFActor 8, in onda su SKY Uno per la semifinale.

Siete spesso in Italia: cosa vi attira particolarmente?
Venire in Italia è fantastico. Amiamo l’Italia, trascorriamo qui le nostre vacanze. E’ un posto dove veniamo anche se non ci sono live. Ci veniamo con le famiglie, non è un luogo solo per la band.
La sensazione è che il vostro Native sia nato on the road.
Giusta osservazione. L’ispirazione dell’album arriva dal viaggio. Partire letteralmente per ogni parte del mondo, registrare in ogni angolo del globo, da Vancouver alla Grecia, passando per Londra, Parigi, New York. Penso che viaggiare sia una parte consistente della nostra musica. Native è iniziato proprio così. E c'è anche il fascino che su di noi esercita.
Vi siete formati nel 1996, siete stati scoperti nel 2007. Da sette anni siete diventati un fenomeno globale: ci pensate ogni tanto?
Sapere che la nostra musica attraverso la radio arriva ai fan sparsi per il mondo e unisce persone che arrivano da posti differenti ci ha permesso di essere una parte del mondo globale.
La vostra musica è globale?
Sì se consideriamo che siamo entrati nelle chart europee. Amiamo la musica europea. Abbiamo trascorso molto tempo in Spagna, Portogallo e Italia, quando siamo tornati da quel viaggio avevamo molti spunti.
L'Italia c'è sempre...
Per ricollegarci alla prima domanda, possiamo affermare che sicuramente si respira molto dell’Italia all’interno del nostro ultimo album.
Come è nata I Lived, il vostro ultimo singolo?
Ho scritto quel brano anni fa, per mio figlio. Penso che il messaggio che cela I Lived risieda nel fatto di prendersi cura delle persone che si amano, della famiglia, degli amici dei figli. E’ ciò che cerco di fare tutti i giorni.
E’ un mantra.
E' vero. Non ci sono promesse rimandate a domani. E’ come sapere di avere solo un giorno a disposizione, e fare tutto il possibile per dimostrare l’amore e l’affetto per le persone vicine. Ogni singolo giorno.
Il video è una storia che per la prima volta esula da voi come protagonisti.

Sì, è la storia di quei bambini che soffrono di fibrosi cistica., una malattia per cui molti anni fa si moriva nel giro di un anno. La medicina si è evoluta e permette alle persone di vivere per più tempo. Abbiamo circa dodici video che riguardano noi come gruppo e sono abbastanza. Eravamo stanchi di vederci all’interno dei videoclip. Abbiamo deciso di girare altro, che raffigurasse la vita di qualcun altro, con una storia molto più importante da raccontare piuttosto che guardarci in un videoclip.
Che suggerimenti per i quattro finalisti di X Factor 2014?
Non fatevela addosso, cantate e siate...perfecto.
C’è una cosa che potreste suggerire?
E' semplice da dire, ma difficile da fare: prendete confidenza con il palco, con voi stessi, con la performance. E’ l’unica cosa davvero importante. Se si è nervosi, come è normale prima di una performance, bisogna cercare di racchiudere quell’emozione dentro se stessi.
E come si vince questa ansia?
Guardatevi allo specchio e ditevi quanto siete fighi, che sarete perfetti, che vincerete e che darete tutto di voi stessi.