di Fabrizio Basso

Si intitola Pop-Hoolista e sono venti canzoni che raccontano fatti e misfatti d’Italia. Questa volta Fedez, neo giudice di X Factor, canta di più e rappa di meno, azzarda anche qualche ballad. E’ un lavoro maturo, intenso, che vedremo per la prima volta dal vivo il 22 marzo al Forum di Assago. Nell’attesa Fedez, 25 anni il prossimo 15 ottobre, è ogni giovedì alle ore 21.10 su Sky Uno insieme a Mika, Victoria Cabello, Morgan e Alessandro Cattelan, sulla plancia di giuria di X Factor 8.

Fedez stavolta canta davvero.
Ho studiato canto per tre anni e dunque la voce è tutta mia, sono un po’ migliorato e ho osato..
La sua popolarità è in ascesa.
Questo lavoro mi fa sentire fortunato ma confesso che non la vivo benissimo, è un imborghesimento che mi pesa. Ma non tutto è brutto.
Con Pop-Hoolista dove vuole arrivare?
La speranza è allargare il pubblico e mantenere quello che già ho. So come funziona la discografia e avere conquistato tre dischi platino non significa che è automatico replicare e dunque ho paura…devo pazientare una settimana per i primi riscontri.
C’è una divisa sulla cover, si parla di forze dell’ordine più volte nei testi.
Vengo dai centri sociali e siccome molti hanno pregiudizi su di me forse io ne ho qualcuno verso la polizia. Magari sbagliando.
La cover?
Amo l’arte moderna pop, quella che dissacra il potere e dunque un poliziotto a cavallo, col cavallo che sembra un unicorno con un gelato tra gli occhi e io per terra con un vomito in technicolor…E’ una cover simpatica che ironizza sul potere e certe situazioni.
Si è divertito al compleanno di Hip Hop Tv?
Sempre. Ci andrei anche fossero dieci persone. Siamo artisti in antitesi e dunque vengono quelli che non hanno preferenze: un mio fan non starebbe lì ore per una canzone.
E’ vero che il rap è collettività?
Ci sono amicizie ma non è una grande famiglia che si vuole bene. Io non farò mai un disco rap che parla di rap: sarebbe come se i libri parlassero di libri.
Dopo X Factor pensa a Sanremo?
Le confesso che ci sarei andato con la canzone Pop-Hoolista insieme a Elisa. Ma lei non poteva.
Da solo?
In Italia il rap è sdoganato fino a un certo punto, il nostro talento è non aver talento, però c’è il talento della scrittura. Nonostante canti meglio mi ci vuole una voce per bilanciare. In Olivia Oil è la prima volta che canto a cappella.
Ma avrebbe qualcosa nel cassetto?
No, le mie canzoni escono entro un mese se no si spengono.
Come definisce il disco?
E’ un concept album.
Con J-Ax avete creato l’etichetta NewTopia: come va?
Benissimo. Io sono più aggressivo, farei la guerra a tutti ma non abbiamo mai litigato per quanto mi abbiano consigliato di non mettere gli affari in una amicizia.
Si diverte a X Factor?
Eccome. E’ bello e pesante, ho cercato da subito di portare un registro alto per compensare la mia immagine. Sapevo che la reazione del pubblico non sarebbe stata conciliante ma poi mi sono stupito di come abbia recuperato così presto.
Un compromesso?
Quando fai un lavoro puoi fare cose che non ti piacciono o smussare angoli. Finché non svilisci la tua dignità e non smetti di cantare le cose in cui credi.
Appuntamento al Forum di Assago a Milano il 22 marzo 2015?
Certo. Sto già pensando alle scenografie. E spero che ci siano Luciouz, Francesca Michielin, Malika Ayane, Elisa, Noemi, Boomdabash e J-Ax, tutti quelli che hanno cantato nel mio disco.