di Fabrizio Basso

Il racconto della tre giorni toscana per sostenere la battaglia di Muhammad Ali per la ricerca contro il morbo di Parkinson e il progetto Haiti della Andrea Bocelli Foundation approdano in esclusiva su Sky Uno: l'appuntamento è per mercoledì 8 ottobre alle ore 21.10. Aspettando quel momento abbiamo intervistato Andrea Bocelli, insieme alla moglie Veronica anima e mente del progetto
Celebrity Fight Night. Ci racconta come è nato, come è germogliato, la soddisfazione di vederlo realizzato, e poi ci anticipa quelli che saranno i suoi prossimi impegni artistici.

Quando è nato questo progetto? E come?
Per alcuni anni ho contribuito, con grande piacere, agli eventi della Celebrity Fight Night, storica istituzione filantropica statunitense che sostiene la battaglia di Muhammad Ali per la ricerca contro il morbo di Parkinson e che da vent’anni unisce un parterre da capogiro e grandi artisti, nel nome della solidarietà.
L’intuizione di poter traghettare un simile evento in Italia dove nasce?
L’ha avuta mia moglie Veronica, vice presidente della Fondazione che porta il mio nome. In nome della stima e dell’amicizia che ci lega a Jimmy Walker, visionario fondatore di CFN, e con la benedizione di Muhammad Ali, l’evento è stato così portato nel nostro Paese. E, nonostante le mille difficoltà legate alla legislazione italiana, i risultati sono stati notevoli.
Li vedremo raccontati su Sky Uno l'8 ottobre alle ore 21.10.
Grazie a tanti amici che hanno raccolto l’invito, il sogno filantropico è diventato realtà: molte vite potranno così ritrovare speranza e dignità grazie ai proventi, e tanti bambini potranno sfamarsi e studiare. E a loro volta in futuro potranno aiutarci nella costruzione di un mondo migliore.
Una goccia nell’oceano...
Forse. Ma se tutti faranno qualcosa, a suon di gocce, sarà forse possibile purificarlo, questo oceano!
Il suo rapporto con
Muhammad Alì.
È un mito, non soltanto per me ma per almeno tre generazioni. È una icona universale del coraggio e dell’impegno civile, è un uomo che ha saputo far sentire con forza la propria contrarietà alla guerra e alla violenza.
Ricorda il primo incontro?
Fu a casa sua, in occasione del compleanno di sua moglie Lonnie. Quando l’ho avuto di fronte, quell’atleta irriducibile, quell’uomo provato ma non piegato dalla malattia, ricordo che ha rotto il silenzio, tra lo stupore dei presenti, regalandomi una preghiera, Sing for me, che con immensa gioia ho potuto onorare, dedicandogli una melodia italiana a cappella, con la voce rotta dall'emozione. Siamo poi diventati amici, e io stesso, nel mio piccolo, ho sempre cercato di sostenere le battaglie sociali che egli porta avanti.
Come ha proceduto nella scelta degli ospiti?
Nel modo più semplice e più funzionale: chiedendo agli amici la loro disponibilità a essere “dei nostri” in questa avventura: amici miei personali e della Andrea Bocelli Foundation, artisti e imprenditori che condividono lo slancio umanitario e spesso anche l’amore per la lirica. Ma anche “amici di amici”, artisti e non, legati ad esempio a David Foster, mio compagno di tante avventure musicali, ospiti comunque vicini a Muhammad Ali e all’impegno pluridecennale della Celebrity Fight Night.
E' stato difficile coinvolgerli?
Non è stato troppo difficoltoso, né avere l’attenzione di tanti “grandi donatori” né mettere insieme tante celebrità: ancora una volta ho potuto verificare come tra i personaggi del mondo dello spettacolo e della moda, più sono importanti e di valore, e più restano persone semplici e disponibili. Parliamo naturalmente di profili le cui agende sono particolarmente serrate.
Sua moglie si è spesa moltissimo per questo evento.
Veronica è una forza della natura, la sua tenacia, la sua forza di volontà mi hanno davvero sorpreso. Ha lavorato al progetto, a stretto contatto con lo staff statunitense, per oltre un anno. Questa estate ha pressoché rinunciato alle ferie, coinvolgendo l’intera famiglia in un puzzle organizzativo, frenetico ma necessario per il buon esito di una simile ambiziosa scommessa.
Ora possiamo dire che ne è valsa la pena.
Nonostante il tour de force mi abbia sottratto la moglie per tanto tempo, giorno e notte ostaggio del computer e del telefono, di avvocati e notai, sono felice di poter dire che tutto, alla fine, è andato in porto nel migliore dei modi.
Che vi siete detti quando la Celebrity Fight Night si è conclusa?
Poche ore dopo eravamo già in volo per la Nuova Zelanda e poi per l’Australia. In aereo, complice l’adrenalina ancora in circolo, Veronica mi confessava di voler subito rimettersi al lavoro per la causa, mentre io, confrontando l’impegno professionale che mi attendeva con ciò che avevamo appena vissuto, avevo la netta sensazione di andare "a riposarmi" dall’altra parte del mondo, al ritmo di un concerto ogni quarantotto ore, di fronte a decine di migliaia di spettatori!
C'è un luogo della Toscana tra quelli visitati che ha incantato gli ospiti più degli altri?
La rosa di opportunità che abbiamo loro presentato è stata talmente ricca di bellezze artistiche, storiche e paesaggistiche che temo sia assai difficile estrapolarne una. Penso che gli ospiti abbiano lasciato la Toscana portando nel cuore una rosa di fascinazioni, un bagaglio ricco di memorie care.
Firenze?
Si è dimostrata ancora una volta grande maestra e amica, per tutti noi. Culla dell’arte, patria della lirica, madre della lingua italiana, è una regione dell’anima che da molti secoli ci educa alla bellezza e all’armonia. È dunque luogo ideale per progettare l’impensabile e tramutarlo in realtà. Chi ha partecipato, credo abbia percepito questa grande armonia nell’essere nel "cuore del Rinascimento” per aggiungere un nuovo tassello a quel Rinascimento del cuore che la Celebrity Fight Night promuove e documenta.
I suoi prossimi impegni dove la porteranno?
Mi aspettano tanti concerti, tanti aerei da prendere al volo, come sempre...Sarò a Vienna, Dublino, Liverpool, Londra, Birmingham. Poi in Croazia, negli Stati Uniti, in Finlandia.
Progetti discografici?
Sono in uscita il 21 di ottobre due nuovi album legati alla produzione lirica: una Manon Lescaut cui tengo molto, perché ho inciso questo capolavoro di Puccini, che adoro, recentemente, sotto la direzione del mio grande amico e collega Plácido Domingo, e una volta tanto posso dirmi pienamente soddisfatto del risultato, a trecentosessanta gradi! Contemporaneamente uscirà Opera – The Ultimate Collection, la nuova e più completa selezione lirica che testimonia i miei primi vent’anni di carriera, attraverso un florilegio di arie celeberrime e duetti, accanto a colleghi quali Barbara Frittoli e Bryn Terfel, sotto la direzione di Maestri quali Valery Gergiev e Zubin Mehta.
E la Andrea Bocelli Foundation?
La Fondazione è beneficiaria, insieme al Muhammed Alì Parkinson Centre, della Celebrity Fight Night italiana. Abbiamo scelto di dedicare ad Haiti, e in particolare a un nuovo importante progetto, i proventi dell’evento. Grazie a tale ulteriore sfida, porteremo un aiuto concreto, e quanto mai urgente, nella volontà di offrire una chance di riscatto per centinaia di famiglie haitiane.
Più in dettaglio di che si tratta?
Nell’ambito del programma d’intervento Break the Barriers, la Fondazione svolge, nell’isola caraibica, attività volte all’empowerment delle persone e delle comunità. Attualmente sta concretizzando la conversione di tre scuole di strada delle comunità di Abricot, Croix des Bouquet e Kenscoff, in vere e proprie strutture funzionali e sicure. Con il nuovo progetto, denominato 3.COM, farà un passo ulteriore, aprendosi dalla scuola verso un dialogo con la comunità, rispondendo ai suoi bisogni e a necessità primarie quali acqua, luce, sviluppo agricolo e un tetto alle famiglie più indigenti.
Ha festeggiato il compleanno con Veronica e Virginia a Melbourne e ricevuto a sorpresa sul palco gli auguri dai suoi figli.
È vero, quest’anno la tecnologia è riuscita a riunirci, regalandoci un ideale abbraccio: ho avuto la gioia di ricevere, in Australia, gli auguri in diretta sul palco dai miei figli più grandi, uno dei quali era in Italia, l’altro negli Stati Uniti.

Quanto è importante la famiglia per lei?
Conta moltissimo, credo fortemente nell’istituzione e nei valori che porta con sé: è il principale mattone della società. E i figli restano la mia priorità, vengono prima di qualunque altro affetto e impegno, sono la prima ragione della mia vita. Cerco di stare loro vicino, nonostante la mia professione, di trasmettere loro dei valori, più che con le parole, attraverso l’esempio. Credo che con un po’ di organizzazione si possa trovare sempre il modo per dedicarsi alle persone care: importante non è la quantità del tempo che si dedica loro, ma la qualità.