di Paola Tribisonna

Nella televisione 2.0 c'è spazio per i programmi innovativi, quelli capaci di regalare una concreta opportunità lavorativa a ragazzi preparati e desiderosi di mettersi in gioco.
E' quello che accade a RDS Academy, il primo programma televisivo per chi aspira a fare della radio il proprio mestiere. Una vera e propria scuola di radio - e non talent - come tiene a precisare Anna Pettinelli.
In attesa di scoprire quali prove attendono i concorrenti rimasti in gara lunedì 23 giugno alle 20.10 su Sky Uno, leggi che cosa ci ha rivelato la splendida speaker radiofonica livornese, uno dei coach di RDS Academy, insieme a Matteo Maffucci (metà del duo di cantanti Zero Assoluto) e Giovanni Vernia.

Anna, come si sente nel ruolo di coach?
Bene, sono abituata a formare i giovani in RDS. Credo di avere anche buone capacità di psicologa, quindi personalizzo il metodo d'insegnamento in base a chi ho di fronte.

Ripensando ai suoi esordi, si rivede nei concorrenti?
Sì, mi ci rivedo molto, anche se prima era più facile entrare nelle radio locali o di quartiere, oggi ci sono i grandi network e i meccanismi sono cambiati.

Come si è evoluta la radio negli anni?
E' cambiata molto, anche grazie alla contaminazione col mondo del web. Una volta arrivava il conduttore con i dischi da casa e doveva scegliere quali canzoni passare in radio. Oggi le dinamiche sono molto diverse.

Quali sono le qualità imprescindibili che deve avere un buon conduttore radiofonico?
Un buon conduttore dev'essere innanzitutto un ottimo comunicatore, spigliato, con una buona dizione e una solida conoscenza delle lingue.

Gli errori più comuni che si commettono agli inizi?
Lo sbaglio più frequente è quello di impostare la voce, rendendola innaturale.

Qualche concorrente ha ceduto alla tentazione di cercare le telecamere?
Sì ed è stato duramente ripreso.

Un vero generale dal pugno di ferro.
Il buonismo non porta da nessuna parte, mi piace essere schietta. I ragazzi devono capire che prima di tutto occorre essere preparati e devono mantenere la concentrazione, ma direi che studiando otto ore al giorno dizione, inglese, storia della musica, giornalismo, tecniche radiofoniche, non hanno troppo tempo per distrarsi.

A RDS Academy è volata anche una penna.
Sì, a un concorrente che non sapeva chi fosse il leader dei Rolling Stones. Incredibile, no?

In radio riscontra una maggiore meritocrazia rispetto alla tv?
Sì, assolutamente. Mancando tutto l'apparato visivo, "scenico", il focus si sposta sulla voce e sui contenuti, per cui è più difficile fare i "personaggi" della situazione.

Com'è il rapporto con gli altri giudici?
Perfetto con Matteo. Con Giovanni ci siamo beccati un paio di volte, non sopporta la mia voce. La verità è che abbiamo entrambi due caratteri forti e ci prendiamo molto in giro.

Un buon motivo per guardare RDS Academy?
Se ami la radio e cerchi una finestra su quel mondo, questo è il programma che fa per te!

Prossime sfide?
Al momento la sfida più grande è andare in vacanza (ride)!