di Paola Tribisonna

Nel romanzo Margherita Dolcevita, Stefano Benni scrive che l'arte è scappare dalla normalità che ti vuole mangiare. Un viaggio ipnotico, lisergico, perfino catartico, attraverso forme, colori, sfumature, ombre.
Un universo multiforme, difficile da esplorare, ma estremamente attrattivo agli occhi di un pubblico variegato e curioso. Lo stesso pubblico che guarda con ammirazione le opere di Alex De Pase, classe 1975, di Grado, tattoo artist specializzato in ritrattistica e in tatuaggio realistico.
Un vero professionista, Alex, uno che è stato capace di trasformare una passione in lavoro, riuscendo a scalare tutte le classifiche che contano. Nel 2009 la storica rivista americana Tattoo lo inserisce nel Tattoo Dream Team: Best of the Best, i migliori 10 tattoo artist al mondo.
Due anni più tardi per il magazine Rebel Ink è tra i 25 Most Wanted Tattoo Artists. E non è tutto. Alex è l'organizzatore della World Wide Tattoo Conference, il primo evento itinerante incentrato sulla diffusione delle tecniche del tatuaggio, oltre ad essere docente in numerosi seminari in giro per il mondo.

Alex, com'è nata la passione per i tatuaggi?
Ho iniziato a tatuare all'età di 14 anni, quando ho conosciuto un ex galeotto che aveva imparato l'arte in carcere. Ho cominciato per una forma di ribellione, utilizzavo una penna bic e aghi assemblati a casa. Da lì non ho più smesso.

Come ha affinato la sua tecnica?
Col tempo ho prestato un'attenzione crescente alla cura dei dettagli. Mi sono chiesto a lungo perché nelle altre arti si notassero dei particolari che nel mondo dei tattoo risultavano "nascosti". Così ho tentato la sovrapposizione di colori e ho cercato di raggiungere un grado di realismo sempre più elevato.

Quali sono i soggetti più richiesti?
Molti dei miei clienti chiedono dei tatuaggi commemorativi, legati a parenti scomparsi oppure elogiativi, per esempio un ritratto dei propri figli. Poi c'è anche chi si rivolge a me con la foto di personaggi famosi.

Il tatuaggio più bizzarro che le è stato chiesto?

Non ci crederà, ma un mio cliente ha chiesto di farsi tatuare proprio il mio volto!

Dev'essere stato difficile.
Più dura del previsto. Ritrarre se stessi è davvero complicatissimo!

Un tatuatore può rifiutare certe richieste o deve sempre assecondare il cliente?
In linea di massima cerco di tatuare solo quello che mi piace. Poi sono il primo a dare dei consigli a chi è titubante e ha bisogno di rassicurazioni.

Avrebbe partecipato come concorrente a Best Ink?
Sì, assolutamente, credo che la televisione svolga un ruolo molto importante nell'avvicinare le persone al mondo del tatuaggio e se uno ha un talento fa bene a sfruttarlo attraverso questi talent show.

E' stato menzionato nel testo della canzone di Gué Pequeno feat. Fedez Indelebile. Che rapporto ha con loro? Li conosce?
Non li conosco personalmente, ma sono stato onorato di essere stato inserito nel loro testo.

Poi è arrivata la nomina nell'Olimpo dei migliori tattoo artist al mondo. Che effetto fa?
E' un grandissimo privilegio. Quando ho iniziato questa attività il mondo del tatuaggio era visto come un settore di nicchia, oggi è diventato main-stream. Avere la consapevolezza che quello che faccio ha un riscontro così positivo all'estero mi rende molto orgoglioso.

Artista, docente, organizzatore della World Wide Tattoo Conference, quali sono le prossime sfide?
Ho la fortuna di fare quello che mi piace e spero di continuare così. Il mio obiettivo è continuare a migliorarmi, perché la concorrenza è agguerrita e oggi ci sono tantissimi giovani capaci.

Che consiglio darebbe a un giovane che si sta avvicinando a questo mestiere?
Il consiglio è di focalizzarsi sulla preparazione. Per fare questo lavoro serve una solida base artistica. Il bravo tattoo artist è il risultato della combinazione di tre elementi: arte, tecnica e cura dell'igiene.