Il 20 maggio i Coldplay usciranno con il loro nuovo, attesissimo album Ghost Stories, che sarà anche al centro dell'esclusivo concerto Coldplay: Ghost Stories, in onda il 19 maggio alle 20.10 e alle 23 su Sky Uno e alle 22.10 su Sky Arte. Già dalla copertina, si tratta di un disco a dir poco speciale: ecco perché.

A una rapida occhiata, la cover di Ghost Stories potrebbe sembrare un'immagine qualsiasi, due ali d'angelo su sfondo scuro. Eppure, a uno sguardo più attento, è possibile rendersi conto che l'illustrazione nasconde al suo interno tutta una serie di figure, ognuna a rappresentare una delle nove tracce dell'album. Il merito di questa trovata ingegnosa va all'artista ceca d'avanguardia Mila Furstova, fortemente voluta da Chris Martin e soci per rappresentare il loro ultimo lavoro.

Ma in sostanza, cosa simboleggiano tutti questi disegni? Le ali d'angelo che contengono le illustrazioni aggiuntive rappresentano Ghost Stories nella sua interezza, e non per niente racchiudono le altre illustrazioni, così come un album contiene tutti i suoi brani. La traccia d'apertura, Always in My Head, si incarna in un uomo posto di fronte allo specchio. La seguente Magic, invece, è una colomba bianca in volo (forse dopo essere uscita dal cilindro di un prestigiatore?).

Andando oltre, Ink consiste in una finestra attraverso cui si può intravedere un tornado in arrivo, mentre True Love è una pianta da giardino con una scala a pioli. Midnight, uno dei brani più particolari dell'album, è rappresentato da una donna con una candela in fondo a un'altra scala. La struggente Another's Arms si incarna in una coppia di amanti (probabilmente, riprendendo il titolo, una donna tra le braccia di un altro).

Un discorso a parte meritano Oceans e A Sky Full of Stars, che addirittura contengono le ali d'angelo di Ghost Stories: lo sfondo scuro dell'illustrazione è costituito infatti da un oceano e da un cielo stellato. Per concludere, tornando all'interno delle ali, O è un labirinto circolare.

Insomma, un vero e proprio universo di significati, a volte evidenti e altre più nascosti, con simboli non sempre di facile interpretazione. E una serie di dettagli aggiuntivi in grado di far girare il capo. La conclusione? Ghost Stories non è solo un album da ascoltare, ma anche da guardare!