di Marco Agustoni

Sono passati ormai tre anni dal precedente disco della band, Mylo Xyloto. Nel frattempo, i Coldplay non sono certo stati fermi, ma hanno suonato in giro per il mondo e hanno realizzato un brano per la colonna sonora di Hunger Games - La ragazza di fuoco, intitolato Atlas. Tuttavia, i fan cominciavano a sentire la mancanza di un nuovo album in studio, per cui l'annuncio di Ghost Stories, nuovo lavoro in uscita in Italia il 20 maggio, è arrivato al momento giusto.

Sarà possibile scoprire i brani del disco con un appuntamento davvero unico, ovvero il concerto Coldplay: Ghost Stories che sarà trasmesso il giorno precedente all'uscita, il 19, su Sky Uno (alle 20.10 e alle 23) e su Sky Arte (alle 22.10). In attesa del live, siamo riusciti ad ascoltare Ghost Stories in anteprima, così da poterlo raccontare ai lettori di Sky.it.

Balza subito all'occhio il fatto che Ghost Stories sia costituito da sole nove canzoni (più una - immancabile visto il titolo - ghost track), il che dà idea della cura riservata a ogni brano del disco, in cui non c'è spazio per semplici riempitivi. E già al primo ascolto, risulta chiaro come tutto il disco sia “infestato” dalle recenti vicissitudini sentimentali del leader e cantante Chris Martin, che si è da poco separato dalla moglie-diva Gwyneth Paltrow.



La sofferenza di Chris traspare già dall'apertura del disco, Always in My Head, in cui il frontman canta: “my body moves, goes where I will, but though I try, my heart stays still” - “il mio corpo si muove, va dove voglio, ma anche se ci provo, il mio cuore rimane immobile”. Una piccola chicca: presta la voce al brano la piccola Apple, figlia di Chris e Gwyneth.

Ma Ghost Stories non è un disco disperato. È, piuttosto, pervaso da una sottile malinconia, come quando si indulge l'ultima volta in un ricordo dolce e doloroso allo stesso tempo, per poi andare oltre. E nonostante non manchino gli episodi cupi come Another's Arms, il cantante si concede anche un pizzico di ottimismo (come in Magic, dove conclude “And if you were to ask me, after all that we've been through: Still believe in magic? Well yes, I do” - “e se dovessi chiedermi, dopo tutto quel che abbiamo passato: Credi ancora nella magia? Beh, sì, ci credo”.

Un altro elemento che spicca già al primo ascolto di Ghost Stories è la dimensione intima, opposta rispetto alla magniloquenza di Mylo Xyloto, che in un certo senso riporta alle atmosfere dei primi Coldplay. Quasi tutto è ridotto all'osso, fino ad arrivare al minimalismo e alla chitarra ripetitiva e ipnotica di un brano come Oceans.



Ma non mancano i pezzi destinati a stupire, come Midnight, con i synth e una cassa che ti aspetteresti di sentire spuntare da un momento all'altro, e che in effetti arriva verso la fine del brano, seppure per un semplice accenno. O ancora  A Sky Full of Stars, prodotta dal dj svedese Avicii, vicina alle atmosfere da club, eppure - magia del producer - così irrimediabilmente “Coldplay”.

Più di tutto, Ghost Stories - che almeno in un primo momento non sarà presente sulle piattaforme di streaming come Spotify - dà l'idea se non di un concept album, di un disco vero e proprio, di quelli da ascoltare nella sua interezza per avere un'idea precisa di dove i singoli pezzi si vadano a incastrare. E fa pensare a una sorta di pausa per rifiatare che i Coldplay, e in particolare Chris Martin, si sono voluti concedere dopo le imprese del disco precedente e in vista di nuove avventure.

Questa la tracklist di Ghost Stories:

Always in My Head
Magic
Ink
True Love
Midnight
Another's Arm
Oceans
A Sky Full of Stars
O
(ghost track)