di Francesco Tesei

L'esperimento dallo sfasciacarrozze unisce, forse per la prima volta, mentalismo ed escapologia.
L'espediente di utilizzare un lucchetto a combinazione mi ha permesso di cimentarmi nell'arte dell'evasione, trasformando la sfida da "fisica" a "mentale".

La preoccupazione di tutti era costituita dal fatto che non potevamo avere la certezza assoluta, malgrado le garanzie dei tecnici, che la tenaglia pneumatica avrebbe mantenuto la macchina bloccata in aria per i tre minuti di tempo che mi ero dato per tentare l'evasione.
Perciò, anche ammesso che fossi riuscito a liberarmi entro il tempo stabilito, temevamo che la macchina sospesa sopra di me potesse cadere improvvisamente, rovinando sopra la mia testa.
Anche per questo, al termine dell'esperimento, confesso che si è trattato della "pazzia più pazza" che avessi mai tentato.

L'esperimento con Vittoria Belvedere, invece, è uno dei miei preferiti di tutta la serie.
Rendersi conto che il ricordo di un evento è stato rimosso e cancellato dalla propria mente è probabilmente una delle esperienze interiori più devastanti che si possano vivere.
Su questo tema sono stati costruiti interi film, come ad esempio Total Recall, Vanilla Sky e Se mi lasci ti cancello.

Trovare il modo di dimostrare che qualcosa "manca" nei ricordi di qualcuno, è stato per me un modo di "rendere visibile l'invisibile", e si collega in maniera lineare alla famosa frase del pittore e poeta tedesco Paul Klee: "L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è".
Si tratta di una frase a me cara, che ho riportato prima nel mio libro e poi ho citato in apertura del mio intervento per il convegno "L'energia dell'Italia", come puoi vedere nel video.

Guarda il video dell'intervento di Francesco Tesei tratto dal convegno "L'energia dell'Italia"