di Francesco Tesei

La seconda puntata del Mentalista (ogni mercoledì alle ore 21.10 su Sky Uno) è stata particolare ed è giusto rivederla a parole. Per chi non lo conoscesse, il test della personalità di Rorschach si compone essenzialmente di 10 tavole, su ciascuna delle quali è riportata una macchia d'inchiostro simmetrica: 5 monocromatiche, 2 bicolori e 3 colorate. Le tavole vengono sottoposte all'attenzione del soggetto una alla volta e, per ciascuna e senza limiti di tempo imposto, gli viene chiesto di esprimere "cosa veda" nella tavola. Dall'interpretazione delle risposte date a ciascuna tavola è possibile delineare un profilo per attitudini, uno per personalità e identificare eventuali nodi problematici del soggetto. È un test molto usato in ambito clinico e là dove sia necessario esplorare le dinamiche interpersonali.

Un altro fattore che mi ha sempre colpito nella figura di Hermann Rorschach è il fatto che il suo test divide l’opinione degli psicologi: c’è chi lo difende, lo ha studiato con attenzione e lo pratica, e c’è invece chi afferma che sia un test poco attendibile o troppo complesso per essere utilizzato con efficacia. In questa sorta di “ambiguità” io ho sempre trovato una simmetria con il mentalismo. Quello che faccio settimanalmente nel programma Il mentalista divide il pubblico: ognuno interpreta i miei esperimenti secondo la propria “mappa mentale”. A me questo sta bene. Anzi, credo che sia proprio l’essenza del mentalismo: mostrare come la stessa cosa, potrei dire "la stessa realtà”, possa essere letta in maniera soggettiva e finisca per assumere significati diversi.

In fondo le risposte che ti dai quando guardi i miei esperimenti non definiscono chi sono io (Uomo di spettacolo? Illusionista? Esperto di comunicazione? Ingannatore? Diavolo?), ma definiscono chi sei tu! Il tuo background, il tuo lavoro, i tuoi studi, gli insegnamenti della tua famiglia, le tue passioni e le tue esperienze condizionano il modo in cui interpreti la realtà, il significato che dai alle cose che succedono a te e intorno a te. Per questo mi piace pensare che in effetti non esista una realtà unica. Esistono realtà molteplici che vengono create dalla mente attraverso una serie di processi come il legame causa-effetto con cui ognuno di noi lega eventi distinti. Se questo meccanismo, spesso automatico e spontaneo, ci aiuta a dare rapidamente un senso alle cose, a volte ci fa prendere degli abbagli clamorosi, portandoci a credere ad una realtà che appare sensata ma è illusoria.

Per me il mentalismo non è un enigma in attesa della risposta risolutiva, è più quello che in gergo è definito "reattivo della personalità": le risposte che dai definiscono il tipo di persona che sei. Questo, come un cerchio che si chiude, si riallaccia al test di Rorchach, perché anche in esso non ci sono risposte “giuste” e risposte “sbagliate”, ci sono solo le tue risposte. Dunque una risposta esatta non esiste. Ma sono curioso di sapere se l’espressione del viso che avete visto nelle nuvole è simpatica, spaventata o minacciosa. Forse la risposta che vi siete dati può rivelarvi qualche indizio sulla vostra propensione nei confronti del mondo...